Agli uomini piacciono le donne che indossano scarpe col tacco, perché slanciano la loro figura, assottigliano le caviglie e donano un portamento altalenante molto sexy.
Ma non è tutto oro quello che luccica, perché noi lo sappiamo bene, i tacchi alti potrebbero rivelarsi una vera tortura, specialmente se portati tutto il giorno, dalla mattina alla sera.

Chi non prova un godurioso sollievo quando, arrivata a casa dopo un’estenuante giornata passata su pericolosi e precari trampoli, può finalmente liberarsi delle scarpe e far riposare i piedi, ormai gonfi e doloranti?

Fortunatamente, siamo libere di decidere se portarli o no, se soffrire a denti stretti o se scegliere un paio di ultraflat per affrontare le nostre giornate frenetiche.

Ma, purtroppo, non a tutte è concessa questa libertà. In British Columbia, una regione del Canada, c’è un datore di lavoro che obbliga le sue dipendenti a presentarsi in ufficio con i tacchi, pena il licenziamento.
Trattandosi di un caso limite, e discriminatorio, se n’è occupato il governo provinciale della British Columbia, che ha rivisto il regolamento in materia di calzature sul luogo di lavoro per impedire che le donne siano veramente costrette ad indossare tacchi a spillo.

L’iniziativa è partita da Andrew Weaver, leader del Partito dei Verdi della British Columbia, che a marzo ha presentato una proposta “volta a impedire ai datori di lavoro di stabilire calzature o altri requisiti vari basati sull’identità di genere”.
Weaver ha ricevuto i ringraziamenti di Shirley Bond, ministro del Lavoro, la quale ha definito “inaccettabile forzare qualcuno a indossare tacchi alti al lavoro. La questione cruciale in merito alle scarpe di un impiegato è la sicurezza”.
Utilizzare i tacchi alti potrebbe mettere la donna a rischio di caduta, ma anche a rischio di danni ai piedi, gambe e schiena, quindi, se la salute ne viene compromessa, è giusto poter scegliere con quali scarpe recarsi al lavoro.

Insomma, siamo o no nel Terzo Millennio? E allora, una donna deve sentirsi libera di vestirsi come vuole, scarpe comprese. Se decide di portare i tacchi alti e soffrire in silenzio, almeno che sia una sua libera scelta.

Vera MORETTI