Il 22 febbraio scorso sono stati consegnati importanti riconoscimenti a Roma, nell’ambito del Premio PinkRoma.
A discapito del nome, che farebbe pensare ad una manifestazione esclusivamente dedicata alle donne, si tratta di un evento che riguarda anche gli uomini, purché promuovano best practice e iniziative in favore delle donne e rappresentino un modello positivo per il loro ambito lavorativo.

Nella categoria Imprenditoria è stata premiata Lavinia Biagiotti Cigna, per la sua capacità, attraverso il marchio Biagiotti, di saper fondere innovazione e tradizione e per le sue caratteristiche di giovane donna dinamica, creativa ed innovatrice.
Terza generazione dell’azienda di famiglia, che è diventata conosciuta nel mondo con sua madre, Laura Biagiotti, Lavinia si occupa in particolar modo di marketing e nuovi mercati.

Così ha accolto il premio: “Ho imparato il mestiere dai miei genitori, che mi hanno trasmesso l’amore ed il rispetto per il lavoro, mio ed altrui, unito al senso del sacrificio, valori che ho fatto miei sin dagli esordi. Ho iniziato facendo una “sana gavetta”, al fianco di mia madre Laura che con rigore e passione mi ha formata come persona, e come professionista. Il mio “learning by doing” mi ha permesso di apprendere da fonti diverse e di interagire con realtà differenti dalla nostra, lavorando ad esempio con grandi. Il mio approccio nella gestione dell’azienda è dunque composito: alla base c’è la cultura dell’impresa familiare, tessuto portante dell’economia nazionale, che si combina però con una gestione più dinamica e sperimentale, di azienda globale“.

Ma non è tutto, perché Lavinia Biagiotti ha sottolineato la forza della famiglia, alla quale fa sempre riferimento, a cominciare dalla madre Laura, con la quale forma da sempre un inossidabile duo.
Le diverse personalità ed inclinazioni di queste speciali madre e figlia sono alla base del successo ottenuto in questi anni dal brand, anche se entrambe possiedono tenacia, forza e determinazione, oltre alla caratteristica, per Lavinia basilare, di credere molto nel lavoro di gruppo.

In conclusione, la vincitrice del premio dice: “Il mio motto è “it can be done” Una donna porta nel suo ruolo di leader tutti gli elementi che la rendono peculiare: la capacità di gestire simultaneamente più questioni e attività, l’attenzione agli aspetti sociali del progetto e del gruppo, la creatività, la carica emotiva ma mi piace pensare più al concetto di persona, superando quanto più possibile le barriere del genere maschile/femminile.”

di Vera MORETTI