Fiori e piante, sia che si trovino all’esterno o all’interno dei nostri appartamenti, sono senza dubbio alcuno un ottimo ornamento per abbellire e colorare la nostra abitazione. Per prendercene cura in modo corretto dobbiamo annaffiarle a seconda delle loro esigenze ed utilizzare fertilizzanti che le rendano rigogliose. Sono molti i fertilizzanti chimici e industriali presenti in commercio, ma se non vogliamo inquinare il nostro pianeta possiamo realizzare il compost (o composto) in maniera naturale, direttamente a casa nostra.

Quest’operazione contrariamente a quanto si pensa non è difficile da eseguire e, soprattutto, non comporta la diffusione di odori sgradevoli. Il compost è un prodotto fertilizzante molto simile all’humus che si genera dalla decomposizione naturale di sostanze organiche, che, a contatto con l’ossigeno, si trasformano in sostanze più semplici, per questo meglio assimilabili dalle piante.

Per realizzare un buon compost basta accumulare all’aperto oppure in un apposito contenitore chiamato composter (o compostatore) scarti vegetali (come residui di verdure, bucce di frutta, fondi di caffè o di tè), fiori secchi, legni e rami, segatura, erba del prato e foglie secche, attenendosi ad alcune regole semplici ed elementari. Meno indicati sono invece gli avanzi di cibo di origine animale o cibi cotti.

Bisognerà, inoltre, prestare attenzione a non utilizzare assolutamente vetri, tessuti, pile, vernici, farmaci, legni verniciati, carte patinate e plastica perché contenenti sostanze tossiche. È necessario, poi, scegliere un luogo ventilato, a mezz’ombra o all’ombra di arbusti, perché possa avere luce in inverno e sole in estate.

Durante la prima fase del compostaggio, che può durare una settimana oppure 2/3 nel caso in cui sono presenti rami, la temperatura comincia ad aumentare e si deve quindi assicurare molto ossigeno così da evitare cattivi odori. Con l’aumento della temperatura (seconda fase) i batteri mesofili muoiono e vengono sostituiti da quelli detti termofili i quali sono responsabili della demolizione della sostanza organica. In questa fase la temperatura giusta è di 55-60°C, nel caso in cui dovesse arrivare a 70°C è necessario bagnare il cumulo per fare abbassare la temperatura, che se supera i 70°C, potrebbe uccidere i batteri e compromettere la riuscita del processo. La durata di questa seconda fase può durare anche parecchi mesi. Durante la terza e ultima fase del compostaggio, che può protrarsi da alcune settimane a qualche mese, la temperatura torna a 40°C, con il rischio che la produzione di acidi fertilizzanti sia eccessiva. Per arrestare questo processo basta aggiungere 1-2 kg per m di azoto ammoniacale (1-2 kg per m).

Pinella PETRONIO