di Paola PERFETTI

Cartelloni, strepiti e schiamazzi. E tutto per una pelliccia. Anzi tre.

Sono quelle di Irene Grandi, Michelle Hunziker e Juliana Moreira che, complici le comparsate TV o nei rotocalchi di gossip, sono state “pizzicate” indossando o sostenendo il vil pelo di qualche animale morto per la causa del fashion.

“Irene Grandi di nome ma non di fatto, vergognati” è il messaggio lasciato da alcuni animalisti nella sede milanese dell’etichetta discografica della cantante, la Warner, a Milano, la scorsa notte.

Un orribile indumento di pelliccia”, una vergogna, secondo molti accusatori che più che alle note di “Bruci la città”  intonate dalla performer nella notte di Capodanno di Carlo Conti (in onda su Rai 1 intorno alla mezzanotte e in pieno Veglione)  hanno badato al capospalla indossato per coprirsi dal freddo.

Insomma: piumini d’oca per Lui sì, pelliccia bon ton no.

E così, la Warner a due passi dalla meneghina Stazione Centrale la notte scorsa è stata bersagliata dalle contestazioni dall’associazione animalista Centopercentoanimalisti senza, però, sortire alcuna risposta da lei come dalle altre due protagonista di questa ondata di blitz anti-pelo.

Le altre Vips recentemente nel mirino degli attenti ai diritti degli amici pelosini sono state infatti Michelle Hunziker, colpevole di una passeggiata di troppo con il nuovo fidanzato Tomaso Trussardi (lei in visone, lui con giaccone di Montone); e  Juliana Moreira: mentre il fidanzato Edoardo Stoppa salva cani in quel di Striscia la Notizia, la sorridente brasiliana partecipa ad uno show pro-circo destando le ire dei manifestanti fuori dalla sede Mediaset di Marghera (Venezia).

E dunque si riapre l’annoso dilemma: pelliccia sì o pelliccia no? Cosa indossare per mantenersi al caldo: capi eco o tecnici che inquinano? Ecopelli o pelli trattate? Ma soprattutto, visto che siamo così attenti alla causa ambientale: chi avrà ripulito tutto il pandemonio?