Il 17 maggio è una data importante. Lo è per una società che vuole e deve avere come valore fondante il reciproco rispetto. In questa data, infatti, si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia (o in lingua anglofona IDAHOBIT, acronimo di International Day Against Homophobia, Biphobia, Transphobia). Promossa dal Comitato Internazionale per la Giornata contro l’Omofobia e la Transfobia, riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite, è stata ideata da Louis-Georges Tin ed ha avuto luogo per la prima volta il 17 maggio 2004, a 14 anni dalla decisione (17 maggio 1990) di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Giornata internazionale contro l’omofobia 2025
La Giornata internazionale contro l’omofobia è nata con l’obiettivo di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell’omofobia, della bifobia e della transfobia, ma anche di conoscere la cultura LGBTQ+. Nonostante i progressi legislativi in molte nazioni, come il riconoscimento dei matrimoni egualitari, l’adozione per coppie e il divieto di terapie di conversione, la realtà quotidiana di milioni di persone LGBTQ+ nel mondo resta segnata da discriminazione, esclusione sociale, violenze fisiche e psicologiche, fino all’arresto o alla pena di morte in alcuni Paesi.
Una selezione di libri per sensibilizzare
In Italia, sebbene esistano tutele contro le discriminazioni sul lavoro e nella società civile, manca ancora una legge nazionale che condanni esplicitamente l’omotransfobia come crimine d’odio. Gli episodi di bullismo omofobico nelle scuole, le aggressioni nei luoghi pubblici e la marginalizzazione familiare e lavorativa dimostrano quanto ci sia ancora da fare. La Giornata Internazionale contro l’Omofobia è un’occasione fondamentale per promuovere il rispetto dei diritti umani e la dignità di tutte le persone, a prescindere dal loro orientamento sessuale o identità di genere. Le istituzioni, le scuole, le associazioni e i media sono chiamati a fare la loro parte attraverso campagne di sensibilizzazione, incontri formativi, testimonianze e iniziative culturali. Noi vogliamo fare la nostra parte proponendovi una selezione di libri per sensibilizzare ai temi dell’omosessualità e dell’identità di genere
Giornata internazionale contro l’omofobia 2025: Sezen Beldan, Sulla mia pelle
(Becco Giallo, PP. 151, Euro 15,00). Sono Beldan Sezen e sono turca. Cresciuta in Germania e trapiantata ad Amsterdam, sono un’artista e sono lesbica. Questa è la storia della mia vita fino a qui: la scoperta dell’omosessualità, la decisione di vivermi con sincerità, di amare, di affermare con forza al resto del mondo quello che sono. E insieme la mia lotta più lunga e difficile: quella dei miei coming out in famiglia, con i parenti più stretti, con mio padre e – finalmente – con mia madre.
André Aciman, Chiamami col tuo nome
(Guanda, PP. 276, Euro 17,00). Vent’anni fa, un’estate in Riviera. Una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un brillante professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, Elio aspetta come ogni anno «l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura»: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, subito conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti, quasi sfacciati. Anche Elio ne è irretito. I due ragazzi condividono conversazioni appassionate su libri e film, discussioni sulle loro comuni origini ebraiche, e poi nuotate mattutine, partite a tennis, corse in bici e passeggiate in paese. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, fatto di ossessione e paura, di scaltra dissimulazione e slanci ingenui, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. La scoperta di quei giorni estivi e sospesi in Riviera e di un’afosa notte romana è quella, irripetibile, di un’intimità totale, assoluta. Perché l’intensità, la forza di quell’esperienza, l’autenticità di quei sentimenti sono destinate a rimanere insuperate.
Giornata internazionale contro l’omofobia 2025: Valerio Lo Martire, Stranizza
(Rizzoli, PP. 192, Euro ). Sicilia, estate 1980. Da una radio la musica di Franco Battiato si mischia al frinire delle cicale e allo spumare delle onde tra Scilla e Cariddi. Due ragazzi sono sdraiati all’ombra di un pino marittimo in un agrumeto sulle sponde del mare. Il sole sopra di loro, gli aghi di pino sotto la pelle. Ma l’unico movimento è quello del vento. Stranizza è la storia di due ragazzi che si sono innamorati una mattina di giugno. Che hanno vissuto un’estate insieme e che hanno sognato che una stagione potesse diventare una vita.
Cristina Obber, L’altra parte di me
(Piemme, PP. 214, Euro 15,99). Di amare non si decide, accade. Così Francesca, sedici anni, con il cuore in subbuglio per un semplice “ciao” su Facebook, scoprirà la bellezza di un grande amore: il primo bacio, la prima volta, le emozioni che non avresti mai immaginato di provare… Tra desiderio e paure, lentamente scriverà la sua fiaba, diversa da tutte le altre: nessun principe azzurro, ma una principessa che si chiama Giulia, con cui crescere e lottare per una felicità possibile.
Giornata internazionale contro l’omofobia 2025: Giorgio Bassani, Gli occhiali d’oro
(Mondadori, PP. 96, Euro 9,50). In una Ferrara ricca, affascinante ma oppressa dal fascismo, un giovane studente ebreo, voce narrante del romanzo, incrocia il suo destino con quello di Athos Fadigati, un maturo medico di chiara fama. L’amicizia che nasce fra i due farà scoprire al narratore che dietro tutta la cultura e la raffinatezza del dottor Fadigati si cela un abisso di solitudine dovuto alla sua presunta omosessualità. Un peccato che l’Italia di allora non contemplava fra quelli che potevano essere redenti… E gli occhiali d’oro dello stimato professionista diventano il simbolo di una diversità sempre meno tollerata, così come l’appartenenza all’ebraismo del narratore, una diversità che non potrà che andare incontro a una catarsi tragica.
Jonathan Coe, La pioggia prima che cada
(Feltrinelli, PP. 224, Euro 12,00). La Zia Rosamond non è più. È morta nella sua casa nello Shropshire, dove viveva sola, dopo l’abbandono di Rebecca e la morte di Ruth, la pittrice che è stata la sua ultima compagna. A trovare il cadavere è stato il suo medico. Aveva settantatré anni ed era malata di cuore, ma non aveva mai voluto farsi fare un bypass. Quando è morta, stava ascoltando un disco – canti dell’Auvergne – e aveva un microfono in mano. Sul tavolo c’era un album di fotografie. Evidentemente, la povera Rosamond stava guardando delle foto e registrando delle cassette. Non solo. Stava anche bevendo del buon whisky, ma… Accidenti, e quel flacone vuoto di Diazepam? Non sarà stato per caso un suicidio? La sorpresa viene dal testamento. Zia Rosamond ha diviso il suo patrimonio in tre parti: un terzo a Gill, la sua nipote preferita; un terzo a David, il fratello di Gill; e un terzo a Imogen. Gill e David fanno un po’ fatica a capire chi sia questa Imogen, perché prima sembra loro di non conoscerla, poi ricordano di averla vista solo una volta nel 1983, alla festa per il cinquantesimo compleanno di Rosamond. Imogen era quella deliziosa bimba bionda venuta con gli altri a festeggiare la padrona di casa. Sembrava che avesse qualcosa di strano. Sì, era cieca. Occorre dunque ritrovare Imogen per informarla della fortuna che le è toccata. Ma per quanti sforzi si facciano, Imogen non si trova. E allora non resta – come indicato dalla stessa Rosamond in un biglietto – che ascoltare le cassette incise dalla donna…
P.P.
Fonte sinossi ibs.it
Foto di Adrian Swancar su Unsplash