Originario di Lisbona, il fotografo autodidatta Hugo Suissas gioca con la prospettiva e non con l’Intelligenza Artificiale per creare scatti che sorprendono ed esaltano per la creatività.
Immaginazione ed ironia, oltre ad un sapiente uso delle lenti, dell’ obiettivo e della macchina, grazie a una paziente ricerca della luce perfetta sono gli ingredienti principali del lavoro di Suissas,
Domotica?

La “prospettiva forzata”, è tecnica che si avvale dell’illusione ottica per far apparire un oggetto più lontano, più vicino, più o meno grande di quanto non sia in realtà, per trasformare paesaggi e oggetti d’uso comune in visioni giocose e surreali, lui, se possibile è il maggiore esponente di questa scuola di pensiero.
Serve un ombrello?

Usa la sua macchina fotografica e il suo cervello per ingannare gli occhi. Inserisce oggetti di uso quotidiano in scene in cui sembrano estranei, costringendoci a vedere oggetti e luoghi in un modo nuovo.
“Sono quello che si potrebbe definire un artista ossessivo, nel senso che non mi fermo finché non materializzo in una foto ciò che ho in testa. È un duro lavoro. Ogni giorno mi siedo alla scrivania con carta bianca e penna ed esercito il cervello, cercando di avere idee significative e progetti interessanti. Ciò che mi ha portato fin qui è il mio desiderio quasi irrefrenabile di creare cose mai fatte prima su questo pianeta, o su qualsiasi altro nella galassia. Questo è ciò che mi spinge ad andare avanti.” dice di sè e della propria arte.
Il più grande castello di sabbia: al Torre di Belem

Hugo Suissas non è il tipico fotografo. È un artista visionario che gioca con il tessuto della realtà, piega le prospettive al suo volere e crea immagini giocose e inaspettate.
Il fotografo, un artista dell’occhio e della luce crea composizioni semplici per raccontare storie che stimolano l’immaginazione. Sono storie che forzano lo sguardo e spingono a cercare di più.
Silvia GALLI