Lo si potrebbe ancora scorgere camminare con passo incerto lungo una strada di Manhattan, parlando da solo come un personaggio dei suoi film: Woody Allen compie 90 anni e il suo mito non accenna a tramontare, anzi… Cinquanta anni dopo il suo debutto dietro la macchina da presa, il regista che ha trasformato l’insicurezza in forma d’arte e la battuta fulminea in materia narrativa raggiunge un traguardo importantissimo. Non solo per gli oltre cinquanta film che hanno attraversato decenni di mode, mutamenti sociali e volti indimenticabili, ma per aver saputo costruire un mondo che è diventato, per molti spettatori, quasi casa.
Woody Allen
Quattro Oscar, un Leone d’Oro alla carriera e un’influenza culturale che nessuna crisi esistenziale è riuscita a scalfire, Woody Allen rappresenta molte cose allo stesso tempo: l’intellettuale nevrotico, un creatore di personaggi e icone di stile, un sofisticato innovatore della commedia moderna, un simbolo di creatività imperfetta. Ed è proprio in questa complessità che risiede la sua forza culturale.
Film, personaggi e stili iconici
E mentre Allen festeggia le sue nove decadi, anche il pubblico italiano si mette a fare i conti con i propri ricordi cinematografici. Saldi Privati, uno dei principali siti di flash sales, ha dedicato al regista un’ampia survey: un modo per riscoprire film, personaggi e stili iconici che hanno segnato l’immaginario collettivo. Quando la community di Saldi Privati è stata invitata a scegliere il proprio film preferito di Woody Allen, il risultato ha avuto il sapore di un ritorno alle origini.
Woody Allen, i film più amati sono quelli del passato
Gli utenti, infatti, hanno premiato i titoli che hanno definito l’identità del regista negli anni Settanta e che ancora oggi rappresentano per molti la sua firma più riconoscibile. In cima alla lista c’è Io e Annie (31%), seguito a brevissima distanza da Manhattan (28%): due pellicole che racchiudono l’essenza dell’autore, tra dialoghi affilati, sentimenti intricati e una New York talmente viva da sembrare un personaggio aggiuntivo. Solo dopo arrivano i film più recenti, quelli in cui Allen ha sperimentato nuove città e nuove tonalità narrative: Midnight in Paris conquista comunque un solido 18%, mentre Match Point si ferma al 10% e Tutti dicono I love you raccoglie il 5%.
I personaggi maschili: vince Woody nei panni di Woody
Per quanto riguarda i personaggi maschili, il pubblico non ha dubbi: il più amato è Woody Allen stesso. A conquistare tutti è la sua versione più fragile ed esilarante, quella di Isaac Davis in Manhattan, che totalizza ben 54% delle preferenze. È lo scrittore insicuro, brillante e disarmante che sembra racchiudere, più di ogni altro, la sua filosofia narrativa. Alle sue spalle, ma con percentuali decisamente più basse, troviamo il sognatore Gil Pender di Midnight in Paris, interpretato da Owen Wilson (19%), e l’impacciato Holden di Edward Norton in Tutti dicono I love you (16%).
Lo stile maschile: il fascino spontaneo del sognatore
Sul fronte dello stile, la community celebra ancora una volta Gil Pender. Con il suo abbigliamento casual, rilassato e mai ostentato, conquista il 36% dei voti e diventa il punto di riferimento maschile più imitabile e vicino allo spettatore. Più distante, ma comunque molto apprezzato, è il fascino impeccabile del protagonista di Match Point, interpretato da Jonathan Rhys Meyers (26,4%), seguito dal magnetismo mediterraneo di Javier Bardem in Vicky Cristina Barcelona (19%) e dall’eleganza aristocratica di Hugh Jackman in Scoop (17%).
Woody Allen: le sue donne
Sul versante femminile, il personaggio che conquista il pubblico è Maria Elena, la figura passionale e imprevedibile interpretata da Penelope Cruz in Vicky Cristina Barcelona, che con il 31% delle preferenze si conferma una delle creazioni più memorabili del regista. Subito dopo, a pari merito con il 24%, compaiono due volti simbolo di epoche diverse del cinema alleniano: Julia Roberts nei panni della sofisticata Von e Mia Farrow nella sognante Cecilia de La rosa purpurea del Cairo.
Gli stili femminili: Annie Hall non tramonta mai
In fatto di moda, è Diane Keaton a dominare la scena. Il suo inconfondibile stile androgino in Io e Annie ottiene il 44% delle preferenze e si conferma un modello estetico intramontabile, capace di sovvertire le regole del guardaroba molto prima che il concetto di “genderless” diventasse mainstream.
Gli accessori e gli abiti cult
Anche sui capi e gli accessori domina ancora il mondo di Io e Annie, con il gilet maschile di Diane Keaton in cima alle preferenze. Seguono l’abito sottoveste di Penelope Cruz in Vicky Cristina Barcelona, simbolo della sensualità istintiva del suo personaggio, e gli stivali rossi di Mira Sorvino in La dea dell’amore, immediatamente riconoscibili. Chiude la classifica il cappellino a cloche di Emma Stone, evocativo dell’atmosfera retrò di Magic in the Moonlight.
Credit ph. woodyallenofficial