Il Palais Galliera di Parigi presenta Temple of Love, la prima retrospettiva dedicata al genio avanguardista di Rick Owens, offrendo una lettura completa del suo linguaggio formale e delle sue radici estetiche. Visitabile fino al 4 gennaio 2026, il percorso attraversa l’intera produzione dello stilista: dagli esordi a Los Angeles, con la storica sfilata che vedeva Goddess Bunny in passerella, fino ai lavori più recenti. Oltre cento creazioni, documenti personali, video e installazioni costruiscono un archivio visivo denso, curato dallo stesso Owens in collaborazione con il museo.
Temple of Love – Rick Owens
Una delle scelte più significative di Temple of Love riguarda l’estensione del progetto oltre gli spazi interni. La facciata del Galliera viene avvolta da un tessuto ricamato con paillettes, mentre il giardino accoglie trenta sculture in cemento a vocazione brutalista, prodotte appositamente per l’occasione e immerse in una vegetazione di viti e piante californiane, riferimento diretto alle origini del designer.
Le fonti di ispirazione
La mappa culturale proposta dalla mostra è ampia e puntuale: Joris-Karl Huysmans, Gustave Moreau, Joseph Beuys, Steven Parrino, il cinema hollywoodiano dei primi decenni del Novecento. Alcune opere di questi autori sono esposte come chiavi di lettura, lasciando emergere la rete di influenze che alimenta la ricerca di Owens. Lo stilista definisce i suoi abiti una forma di autobiografia visiva: un equilibrio tra disciplina formale, tensioni personali e un’idea di eleganza intesa come costruzione e, allo stesso tempo, limite.
L’allestimento
L’allestimento interno privilegia materiali e scelte scenografiche essenziali: pareti in feltro scuro in omaggio a Beuys, illuminazione ridotta, drappeggi di taglio distopico, manichini presentati come presenze architettoniche. Accanto alle silhouette compaiono gli arredi iconici progettati da Owens (troni, tavoli in corno fossile, letti-monolite) e una serie di installazioni audiovisive che includono frammenti di sfilate e performance con Michèle Lamy, figura centrale nel suo percorso creativo. È inclusa anche la ricostruzione della loro camera da letto californiana, elemento che chiarisce l’interdipendenza tra vita privata, produzione e immaginario.
Temple of Love: una meditazione sull’amore
Temple of Love, si legge sul sito ufficiale di Palais Galliera, è “una meditazione sull’amore, la bellezza e la diversità in un ambiente monumentale”. Di fatto, l’esposizione offre uno sguardo operativo sulla grammatica di Owens: un sistema rigoroso, stratificato, che trasforma il museo in un laboratorio permanente di forme, materiali e narrazioni estetiche.
Credit ph. @palaisgallieramuseedelamode