A Sanremo si canta, si vota, si polemizza. Ma soprattutto si guarda. Perché ormai, prima ancora delle note, arrivano gli abiti. E questa edizione, in particolare, ha confermato una regola non scritta: meglio un abito troppo prudente che uno troppo esagerato (con il rischio di finire sui social nei meme del mattino dopo). Durante le serate del Festival di Sanremo 2026, più che in altre edizioni, è emersa una linea chiara. Meno eccesso, più costruzione. Meno shock, più sartoria. Se dovessimo trovare una parola chiave per sintetizzare queste serate sarebbe certamente “prudenza“. Molto nero, molto bianco, molte linee impeccabili e pochissime sorprese. Un’eleganza senza rischio, insomma.
Festival di Sanremo 2026: un’eleganza senza rischio
A partire dai look della co-conduttrice di questo Festival di Sanremo 2026, Laura Pausini, che ha aperto la prima serata con una sequenza di abiti Armani e chiuso in Balenciaga di Pierpaolo Piccioli. Tutti perfetti. Tutto calibrato. Tutto solido e istituzionale. Forse anche troppo. Una lezione di stile impeccabile, ma non memorabile. Certamente poco criticabile. Anche Levante ha optato per una linea diplomatica. I look scelti, tuttavia, si sono distinti per una piccola nota dark chic che, pur non facendoci gridare alla meraviglia, è riuscita a colpire. La sua è stata un’eleganza con una nota personale. C’è, ma non disturba i vicini. Irina Shayk, anche lei nel ruolo di co-conduttrice della seconda serata, è stata forse quella che ha alzato un pelino l’asticella del glamour, dominando la scena dell’Ariston. Il suo stile magnetico è stato enfatizzato da abiti total black dalle silhouette scolpite, a metà strada tra rigore sartoriale e sensualità, firmati da Riccardo Tisci (Givenchy e Burberry archives).
personalità, equilibrio, consapevolezza e coerenza
In questo mare magnum di scelte stilistiche raffinate e controllate, a nostro avviso, Arisa è stata l’artista che si è distinta di più, anche quando ha optato per abiti meno audaci. Cristalli, superfici luminose, linee pulite, silhouette strutturate ma mai eccessive. I suoi look avevano personalità senza perdere equilibrio. Non ha scelto di provocare, ha scelto di essere consapevole. E la consapevolezza vale più di mille trasparenze. Un sospiro di sollievo lo abbiamo tirato anche quando sul palco dell’Ariston è salita Bianca Balti. A differenza di altri look eleganti ma invisibili, i suoi outfit, firmati da Alessandro Michele per Valentino, non si sono mimetizzati con lo sfondo. Tagli, drappeggi, spacchi, una costruzione sartoriale forte, un uso misurato del colore e accessori dal forte impatto, ci hanno dato testimonianza di come si possa essere meravigliosamente eleganti e, nel contempo, avere carattere.
Festival di Sanremo 2026: le eccezioni che confermano la regola
In un Festival dove tutti cercano di non sbagliare, Ditonellapiaga è stata una delle poche a non firmare il trattato di sobrietà collettiva. Tra citazioni retrò, dettagli ironici e costruzioni meno prevedibili, la sua è un’eleganza pop, concettuale, a tratti teatrale. In alcuni momenti perfettamente centrata, in altri leggermente sopra le righe, ma sempre coerente con la sua identità artistica. Dalla parte del partito opposto rispetto a quello della discrezione imperante si è infine schierata, ça va sans dire, anche Elettra Lamborghini che ha portato sul palcoscenico di questo Festival di Sanremo 2026 look scenici, ispirati ad un’estetica festaiola e scenografica, molto lontana da tanta sobria couture. Menzione speciale, poi, per Malika Ayane che la serata delle cover ha indossato un tailleur maschile di Giorgio Armani per un perfettamente riuscito look androgino, e per Serena Brancale che la serata della finale ha scelto di omaggiare la madre scomparsa, indossando un suo abito.
Il Festival del controllo e della misura
Insomma, Sanremo 2026, magari un po’ per quel clima di Restaurazione che si è respirato con la direzione artistica di Carlo Conti, non è stato il Festival degli eccessi. È stato il Festival del controllo. E forse, proprio per questo, le poche scintille, quelle di chi ha saputo dialogare con la propria identità visiva, sia artistica che personale, hanno brillato di più. Nella gallery trovate una selezione di look che si sono avvicendati sul palcoscenico di questo Festival di Sanremo 2026.
Pinella PETRONIO
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