La corsa al riconoscimento letterario più ambito d’Italia è ufficialmente iniziata, e come ogni anno porta con sé aspettative, sorprese e qualche inevitabile polemica. La selezione della dozzina accende il dibattito tra editori, critici e lettori, offrendo uno spaccato vivace della narrativa contemporanea. Il Premio Strega 2026 entra così nel vivo con una lista che promette scintille, tra grandi nomi e nuove voci pronte a conquistare la scena. La dozzina di quest’anno restituisce un panorama variegato, dove convivono scritture consolidate e percorsi più sperimentali.
Premio Strega 2026
Tra i titoli selezionati emergono opere che attraversano generi e registri diversi: romanzi che lavorano sulla memoria, altri che raccontano tensioni sociali e trasformazioni di stringente attualità, altri ancora che puntano su una ricerca stilistica più marcata. È una selezione che sembra voler tenere insieme accessibilità e ambizione letteraria, cercando un equilibrio non sempre facile. A colpire è anche la varietà dei temi e degli sguardi: dalle storie intime alle narrazioni collettive, passando per riflessioni sull’identità, sulla storia recente e sulle fratture del presente. Il risultato è una dozzina che non si limita a fotografare lo stato della narrativa italiana, ma prova anche a orientarne le direzioni future. In questo senso, il Premio Strega 2026 si conferma un osservatorio privilegiato sui cambiamenti del gusto e delle priorità culturali.
Le polemiche
Non mancano, tuttavia, come sempre, le polemiche: esclusioni illustri e presenze inattese alimentano il dibattito. Tra i casi più citati c’è quello di Francesco Pecoraro con “La fine del mondo”, considerato da molti un titolo solido ma rimasto fuori dalla selezione finale. Stesso destino per Leonardo Colombati con “Non vi sarà più notte”, romanzo ambizioso che aveva attirato attenzione nella fase iniziale. Ha fatto discutere anche l’esclusione di Laura Pariani con “Primamà”. Tutti presenti nella lunga lista di proposte degli amici della domenica, ma assenti nella dozzina finale.
Premio Strega 2026: con la dozzina ufficiale si apre la fase decisiva
Queste esclusioni, più ancora dei titoli in gara, raccontano gli equilibri interni al premio e riaccendono il dibattito su criteri di selezione, peso delle case editrici e direzioni della narrativa contemporanea. Ed è proprio in questo gioco di presenze e assenze che il premio strega 2026 continua a confermarsi non solo come competizione letteraria, ma come specchio del panorama culturale italiano. Con la dozzina ormai ufficiale, si apre quindi una fase decisiva. Le prossime settimane saranno cruciali per capire quali libri riusciranno a conquistare critica e pubblico, trasformandosi nei protagonisti assoluti di questa edizione. Una cosa è certa: il Premio Strega 2026 è già cominciato, e promette di essere uno dei più discussi degli ultimi anni. Scopriamo insieme i titoli semifinalisti.
I titoli semifinalisti
Maria Attanasio, La rosa inversa (Sellerio), proposto da Ottavia Piccolo.
Ermanno Cavazzoni, Storia di un’amicizia (Quodlibet), proposto da Massimo Raffaeli.
Teresa Ciabatti, Donnaregina (Mondadori), proposto da Roberto Saviano.
Mauro Covacich, Lina e il sasso (La nave di Teseo), proposto da Edoardo Nesi.
Michele Mari, I convitati di pietra (Einaudi), proposto da Vittorio Lingiardi.
Matteo Nucci, Platone – Una storia d’amore (Feltrinelli), proposto da Giancarlo De Cataldo.
Alcide Pierantozzi, Lo sbilico (Einaudi), proposto da Donatella Di Pietrantonio.
Bianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani), proposto da Roberta Mazzanti.
Christian Raimo, L’invenzione del colore (La nave di Teseo), proposto da Luciana Castellina.
Elena Rui, Vedove di Camus (L’orma), proposto da Lisa Ginzburg.
Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca (Einaudi), proposto da Gaia Manzini.
Marco Vichi, Occhi di bambina (Guanda), proposto da Laura Bosio.
(Credit ph. @premiostrega)