Tresigallo è una città fuori dal tempo, sospesa tra realtà e immaginazione.

Situata nel cuore della campagna padana, tra Ferrara e le valli di Comacchio, Tresigallo è un esempio unico di urbanistica razionalista. Fondata su un progetto dell’allora Ministro dell’Agricoltura Edmondo Rossoni, nativo del luogo, l’idea di Rossoni era quella di realizzare una città che riflettesse i principi del razionalismo, visibile nei portici, negli archi e nelle forme geometriche che sembrano sfidare il passare del tempo.

Passeggiando per le sue vie, sembra di entrare in un quadro, dove ogni angolo racconta una storia fatta di luci, ombre e geometrie precise. Sebbene l’architettura di Tresigallo non abbia l’intento esplicito di evocare una componente metafisica, le sue forme rigorose e il distacco dalla realtà possono richiamare le atmosfere surreali e inquietanti tipiche delle opere di Giorgio De Chirico. Palazzi di mille colori, torrette, portici di marmo, cilindri, coni, parallelepipedi, archi che si perdono all’orizzonte: passeggiare in questi luoghi è un’esperienza unica e ricca di fascino.

Il silenzio che avvolge il paesaggio, interrotto dal cadenzato fluire dell’acqua della fontana, ci proietta in una dimensione sospesa tra geometria e sogno.

Tresigallo rispecchia una corrente architettonica e culturale molto radicata nell’epoca fascista, ma la sua bellezza e il suo fascino non vanno confusi con una celebrazione di quel periodo storico. Ammirarla significa comprenderla e riflettere sulla sua origine senza voler abbracciare l’intero contesto politico e ideologico che l’ha plasmata. È una testimonianza di una storia che va indagata, approfondita e compresa, riconoscendo la sua unicità ma anche le contraddizioni che porta con sé.

Tresigallo è una città che ci parla attraverso le sue forme e la sua storia, invitandoci a una riflessione profonda sul passato e sulla sua eredità, dandoci l’impressione di vivere anche solo per un momento quelle atmosfere che appartengono alla prima metà del secolo scorso.

Silvia GALLI