Se agosto, complice il ritmo lento delle vacanze, ci ha regalato tempo e occasioni per leggere, settembre promette di farci venire ancora più voglia di tornare in libreria. I libri in uscita a settembre 2026 sono, infatti, così numerosi e diversi tra loro che sarà difficile non trovare almeno qualche titolo da mettere in valigia per l’autunno. Tra i nomi più attesi spiccano Chiara Gamberale, che torna in libreria con Liberi tutti, e Claudia Durastanti, autrice di Falsi amici, la sua prima raccolta di saggi. Due ritorni importanti per la narrativa e la saggistica italiana, che confermano quanto settembre sia uno dei momenti più interessanti dell’anno per le nuove uscite.
Libri in uscita a settembre 2026
E tra i libri in uscita a settembre 2026 c’è anche una sorpresa destinata a far felici gli appassionati delle grandi saghe familiari: Le ore d’oro di Louisa Young riporta in libreria la famiglia Cazalet, in un nuovo capitolo inatteso che ci porta nel Natale del 1962 e nella Gran Bretagna dei ruggenti anni Sessanta. Accanto ai volti conosciuti arrivano nuovi personaggi e nuove inquietudini, mentre la vecchia generazione osserva un mondo ormai profondamente cambiato. Ma le novità del mese non si fermano qui: romanzi italiani e internazionali, che scandagliano speranze e disillusioni, narrativa contemporanea, saggi e nuove voci compongono un calendario particolarmente fitto, perfetto per accompagnare il passaggio dall’estate all’autunno. Insomma, se ad agosto abbiamo letto tanto, settembre ci offre un’altra ottima scusa per non smettere: magari non riusciremo a leggere tutto, ma avremo davvero l’imbarazzo della scelta. Scoprite la nostra selezione.
Libri in uscita a settembre 2026: Chiara Gamberale, Liberi tutti
(Feltrinelli, PP. 192, Euro 18,00). In una prima elementare come tante, di una scuola di Roma come tante, è successo “qualcosa di enorme” che coinvolge cinque famiglie: a raccontarlo è Titti, la maestra della classe che conosce bene i suoi alunni e anche i loro genitori, che con lei si confrontano e si confidano. Al centro dello scandalo, dunque, ecco Toni e Rachele, genitori di Miryam, spaventata da tutto: lui è un ex musicista che si è licenziato e messo a disposizione dei figli per consentire a lei di dedicarsi alla sua sfavillante carriera. Ecco Ludo e Nick, i Tuttobeeene, che dell’apparenza hanno fatto la loro sostanza, genitori di Dodò e Benny, Il Cattivo e La Buona. Adele, mamma single dell’inafferrabile Frida, inquieta conduttrice di un programma sulla crisi del maschio eterosessuale. Dando e Viviana che vantano un’unione solida e romantica da cui è nato il bugiardissimo Achille. Irene e Salvatore che, mentre crescono Teo, il primo della classe, lottano dentro di loro con il più innominabile dei dolori. Ma che cosa è successo, di preciso? Chi è il responsabile? Chi la vittima? Un genitore? Più genitori? Un bambino, tutti i bambini?
Claudia Durastanti, Falsi amici. Qualcosa che ho imparato su amore, violenza e altre sfumature del potere
(La nave di Teseo, PP. 192, Euro 16,00). Piero della Francesca, le scarpe di Amy Winehouse, la letteratura femminile sotto il fascismo, Cesare Pavese, Lolita e una casa in provincia di Messina. Nella prima raccolta di saggi di Claudia Durastanti, tutte queste storie hanno un colore in comune: il rosa. Colore femminile e violento assieme, il rosa diventa il principio di una ricerca che anima l’autrice come un’archeologa del presente. Perché se è vero che la narrativa può partire da alcune esperienze del vissuto, è altrettanto vero che la saggistica offre alla vita uno spazio di riflessione che può farsi immaginazione. Dopo le sue incursioni nell’autofiction e nel romanzo di genere, con Falsi amici Claudia Durastanti porta la sua scrittura intima e analitica nel territorio del saggio narrativo, per indagare argomenti e ispirazioni solo apparentemente eclettici. Il rosa di Falsi amici è un filtro cromatico dalla dolcezza ingannevole, il senso profondo di un manifesto che interroga l’attualità, la politica e il corpo, ma è anche un’avventura del pensiero, in cui l’autrice riflette sul proprio ruolo intellettuale, sul rapporto col maschile e sulla maternità, attraverso una felice apertura all’imprevisto e all’imprevedibilità. Nella scrittura come nella vita.
Libri in uscita a settembre 2026: Louisa Young, Le ore d’oro
(Fazi Editori, PP. 432, Euro 20,00). È il Natale del 1962 e, come di consueto, la famiglia Cazalet si riunisce per festeggiare. Poiché l’amata Home Place è stata venduta da tempo, Polly e Gerald hanno messo a disposizione di genitori, fratelli e cugini la loro labirintica dimora, Fakenham Hall. Mentre la vecchia guardia – Hugh, Edward, Rupert e Rachel – se ne sta in disparte e osserva l’Inghilterra di un tempo svanire lentamente, le cugine Louise, Clary e Polly, ormai tutte sulla soglia dei quarant’anni, occupano il centro della scena. Louise è una donna in carriera con una vita sentimentale instabile; Clary si sforza di coniugare il ruolo di madre e m glie con il lavoro da sceneggiatrice; Polly ha finalmente realizzato il sogno di vivere in una grande casa tutta sua. Determinate a emanciparsi dalle convenzioni, le tre donne cercano un nuovo equilibrio tra aspettative sociali e reconditi desideri personali. E poi c’è la nuova generazione, che deve fare i conti con una società sull’orlo di un grande cambiamento: Juliet, la figlia di Zoë e Rupert, è una ragazza bellissima ma molto ingenua e lavora come attrice; Neville, il suo fratellastro, aspira a diventare un regista di successo; e Simon, il fratello di Polly, abita nella piccola comune creata dalla sorella nella campagna del Norfolk ma conduce una doppia vita
Vincenzo Latronico, Una splendida rovina
(Einaudi, PP. 248, Euro 19,50). Due trentenni si incontrano, si innamorano, e in quello slancio decidono di inseguire un sogno: cambiare vita, lasciare la città per trasferirsi in un villaggio di campagna. La loro ricerca li porta in Francia, poi sulle coste del mar Baltico, dove ristruttureranno una splendida casa in rovina e insieme le loro vite. O almeno ci proveranno, gettando il cuore oltre l’ostacolo con l’ottimismo e l’energia di un amore appena nato. Ma questa storia ha un’altra versione: due trentenni si sentono alla deriva, in città troppo care, facendo lavori per cui non provano piú la passione di un tempo. Sono in cerca di una via d’uscita e la trovano l’uno nell’altra, e in una fantasia campestre nata dalle ore passate sui social e sui siti di annunci immobiliari, a vagheggiare casolari in pietra e campi di grano. Piú che un sogno, inseguono una follia a due; e ciò che li aspetta – mezze truffe, ripensamenti improvvisi e imprevisti prevedibilissimi – è anche una parabola graffiante sul fatto che chi getta il cuore oltre l’ostacolo deve essere certo di avere buona mira. Una splendida rovina racconta entrambe queste storie, ma anche la nostra impossibilità di distinguere fra le due. Stiamo inseguendo davvero un sogno o si tratta di una chimera? Stiamo correndo verso qualcosa o ne stiamo scappando?
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Fonte sinossi ibs.it