Seta, ricami preziosi, gioielli e silhouette costruite per la corte: a Parigi la moda diventa il punto d’incontro tra tradizione, cultura e modernità. È un dialogo raffinato tra Oriente e Occidente quello raccontato da La Mode en Majesté, la mostra che il Musée des Arts Décoratifs dedica all’evoluzione dell’abbigliamento della corte thailandese dagli Anni ’60 a oggi. Fino al primo novembre 2026, il MAD riunisce quasi duecento pezzi tra abiti, accessori, oggetti, tessuti e fotografie provenienti dalle collezioni reali thailandesi, raccontando la trasformazione del guardaroba della famiglia reale e, soprattutto, il ruolo centrale della regina Sirikit nella sua modernizzazione. L’esposizione nasce dalla collaborazione con il Queen Sirikit Museum of Textiles e con il Sustainable Arts and Crafts Institute of Thailand (SACIT), nell’ambito delle celebrazioni per i 340 anni dalla prima relazione diplomatica tra Francia e Thailandia e per i 170 anni dalle relazioni diplomatiche ufficiali tra i due Paesi.
La Mode en Majesté: la regina Sirikit e il nuovo guardaroba reale
Appassionata di moda, la regina Sirikit ebbe un ruolo decisivo nel rinnovamento dell’abbigliamento di corte. A partire dagli anni Sessanta, durante i viaggi ufficiali al fianco del re Rama IX, iniziò a lavorare con importanti maison francesi ed europee, dando vita a un’eleganza capace di conservare l’identità thailandese e, allo stesso tempo, di dialogare con il gusto internazionale. Al centro di questo percorso c’è la collaborazione con Pierre Balmain, iniziata negli anni Sessanta e proseguita per oltre trent’anni, alla quale si sono aggiunti i rapporti con la maison Balmain e con Lesage. L’incontro tra la creatività della couture francese e i tessuti, le tecniche e i codici dell’artigianato thailandese diventa così uno degli elementi fondamentali della mostra.
L’eredità prosegue con la principessa Sirivannavari Nariratana Rajakanya
La regina Sirikit si impegnò a lungo nella tutela delle tradizioni tessili e dell’artigianato del Paese, un’attività che portò anche alla creazione della Fondazione SUPPORT. Oggi questa eredità prosegue attraverso la principessa Sirivannavari Nariratana Rajakanya, nipote della regina Sirikit, stilista e figura di riferimento della moda thailandese contemporanea. Il MAD sottolinea il suo impegno nella valorizzazione dei tessuti tradizionali e nel sostegno alle nuove generazioni di creatori thailandesi, attraverso una ricerca che unisce patrimonio artigianale e innovazione. Sirivannavari è inoltre patrona di La Mode en Majesté, rafforzando il legame tra la storia della moda di corte raccontata dalla mostra e la sua evoluzione nel presente.
La Mode en Majesté: alcuni modelli
Tra i protagonisti dell’esposizione ci sono anche gli otto modelli di abito tradizionale thailandese elaborati dalla regina Sirikit insieme a storici e creatori thailandesi. Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare il patrimonio tessile nazionale e di dare una forma contemporanea all’abbigliamento destinato alla corte. Un esempio particolarmente significativo è l’abito Thai Dusit, qui presentato nella variante del 1985 realizzata da Erik Mortensen per Balmain. Il modello combina ikat di seta mat mii e velluto, mentre la decorazione è affidata a ricami di strass, fili d’oro, perle e paillettes realizzati dalla maison Lesage a Parigi. È proprio in dettagli come questi che la mostra rende visibile il dialogo tra savoir-faire differenti.
la seta e i saperi dell’artigianato thailandese
La Mode en Majesté non racconta però soltanto la storia della moda di corte. Una parte essenziale dell’esposizione è dedicata alla ricchezza dell’artigianato thailandese, dai tessuti ai gioielli fino agli accessori, con particolare attenzione alla straordinaria varietà delle sete. La mostra diventa così anche un racconto di continuità: dalla tradizione della corte alla moda contemporanea, attraverso tecniche artigianali che continuano a essere trasmesse e reinterpretate. A rendere ancora più concreto questo patrimonio sono le dimostrazioni organizzate durante l’esposizione, dedicate al ricamo, alla lavorazione del metallo, alla tessitura delle sete prae wa e mat mii, alla lavorazione tradizionale del bambù e dello yan lipao e alla pittura dei ventagli tradizionali. Un modo per mostrare non soltanto il risultato finale, ma anche la complessità dei saperi che si nascondono dietro ogni tessuto e ogni decorazione.
Alla fine del percorso, ciò che emerge è un’idea di moda profondamente legata alla cultura. Gli abiti della corte thailandese diventano testimonianza di una storia fatta di scambi, conservazione e trasformazione: un incontro tra la haute couture europea e un patrimonio artigianale che la famiglia reale ha contribuito a preservare e portare nel presente.