Impossibile non ricordare quella locandina con il Presidente Obama in primo piano e con la scritta Hope proprio sotto di lui. Il critico d’arte Peter Schjeldahl l’ha definita “la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam”. In effetti, l’autore del poster, Shepard Fairey detto Obey ne ha fatta di strada e lo stesso Presidente, una volta eletto inviò una lettera all’artista, resa poi pubblica, ringraziandolo per l’apporto creativo alla sua campagna, la lettera si chiude con queste parole: “Ho il privilegio di essere parte della tua opera d’arte e sono orgoglioso di avere il tuo sostegno“.

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Fino al 28 febbraio lo street artist del South Carolina espone circa 60 opere al Palazzo delle Arti di Napoli. L’esposizione, a cura di Massimo Sgroi, raccontano l’evoluzione stilistica di Shepard Fairey, inclusa la serie realizzata per la città di Venezia, Capitol hill, una monumentale tela, finora mai esposta, a cui si affiancano lavori provenienti da collezioni private.

Il fine per Obey è di stimolare il fruitore a giungere a una propria interpretazione e riflettere sul senso di ciò che vede: “È un dialogo costante con l’osservatore; ciò che faccio è inviare uno stimolo e rispondere con un nuovo stimolo in base alla reazione ricevuta” afferma l’artista.

L’opportunità è quella di vedere per la prima volta in un luogo espositivo una selezione di opere che raccontano il punto di vista di uno degli street artist più influenti dei nostri tempi.

MaZ