Una grande retrospettiva dedicata interamente alla donna aprirà il 27 settembre presso la Galleria de’ Fusari di Bologna: quaranta tra dipinti e disegni di artisti italiani e francesi dell’Ottocento e del Novecento racconteranno il mondo femminile attraverso volti, sguardi, gesti, corpi, usi e costumi del tempo. Il percorso rievoca l’antico proverbio cinese secondo cui le donne rappresentano l’altra metà del cielo (da qui il nome dell’esposizione) sottolineando la loro determinazione, il coraggio, la forza e la perseveranza. Attraverso ritratti, nudi e scene di genere, la figura femminile viene osservata e reinterpretata in situazioni capaci di esprimere ogni volta un diverso modo d’essere e di sentire, tra quotidianità e spiritualità, descrizioni minuziose e delicate allusioni.
L’altra metà del cielo: La prova del vestito
L’immagine guida della mostra è il dipinto La prova del vestito di Gaetano Palazzi, opera inedita di grande valore per la pittura bolognese dell’Ottocento, documentata nel celebre “album Belluzzi” del Museo del Risorgimento di Bologna. Questo importante ritrovamento, insieme ad altri dipinti riprodotti nello stesso album e recentemente riscoperti, restituisce un tassello prezioso di quella altra metà del cielo che la storia dell’arte aveva in parte disperso.
Bersani, Serra e Legnani
Dal ritratto della borghesia bolognese di Palazzi si passa all’ironia di Colla sol messa non si campa di Leopoldo Bersani, dove un prete si improvvisa dentista di una donna, lasciando spazio a interpretazioni personali sul suo volto. Più teatrale è La lettura della Bibbia di Luigi Serra, opera d’arte che rappresenta una dama in abito cinquecentesco immersa in un contesto ricco di dettagli e raffinatezze. Di Carlo Legnani spicca La filatrice, pastello incorniciato nell’originale ottocentesca, che ritrae una donna colta in un momento di pausa, come sorpresa da un interlocutore invisibile. In tutte queste scene, la figura femminile emerge come interprete di l’altra metà del cielo, protagonista silenziosa e potente.
L’altra metà del cielo: i ritratti
Il ritratto di Donna in abito lilla di Pelagio Palagi restituisce un volto enigmatico, dallo sguardo distante e dalla bocca socchiusa, mentre il Ritratto di donna con il suo cane di Roberto Franzoni celebra con eleganza la femminilità secondo il gusto del Liberty bolognese. Entrambe le opere ribadiscono come l’altra metà del cielo non sia mai rappresentabile in un’unica forma, ma attraverso infinite sfumature di personalità e sensibilità.
I nudi
Tra i nudi, La Puerpera di Augusto Alberici esalta la maternità, mentre il Nudo frontale a figura intera su fondo nero di Filadelfo Simi mette in risalto la plasticità del corpo. Il grande olio di Donna nuda inginocchiata del francese T. Otis, artista ancora da approfondire, affascina per i giochi di luce e colore che fanno emergere la figura femminile dall’oscurità e per il magnetismo del volto della modella. Attraverso queste immagini, l’altra metà del cielo trova espressione nel linguaggio universale del corpo.
L’altra metà del cielo: uno sguardo sulla contemporaneità
Nel percorso trova spazio anche l’arte più contemporanea. La mostra si conclude, infatti, con un’opera più recente, Il cappotto rosso di Gianluca Capaldo, artista che si è formato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ispirandosi a un noto marchio della moda, l’artista rilegge la tradizione pittorica ottocentesca in chiave moderna, offrendo una nuova visione di l’altra metà del cielo, in dialogo costante tra passato e presente. La mostra sarà visitabile fino all’otto di novembre.