Nel 1959, a pochi passi da Rue Royale, i nonni di David Benedek aprivano una profumeria. Lui a quel bancone non ha fatto in tempo a lavorarci, ma l’odore di quel negozio deve essergli rimasto addosso, perché nel 2016, dopo una laurea in economia e un passaggio alla finanza, ha fondato a Parigi la propria Maison di profumeria artistica e le ha dato le proprie iniziali, BDK. Dieci anni dopo, quella che era una scommessa è una delle realtà più riconoscibili della profumeria di nicchia, una trentina di fragranze vendute in decine di Paesi nel mondo e una boutique al 312 di Rue Saint-Honoré, aperta nel 2024, a un isolato da dove tutto era cominciato.
Per questi primi dieci anni BDK Parfums ha scelto dei festeggiamenti importanti, come si conviene a una maison che si definisce “studio di profumeria parigino”: con una collezione speciale che strizza l’occhio alla haute couture. Si chiama Collection Studio, è la quarta collezione della maison, e nasce da un’idea tanto semplice quanto sfuggente, cioè che un profumo possa avere una consistenza. “Questa collezione parla di texture“, ha spiegato Benedek durante la presentazione alla stampa. Tre fragranze con concentrazioni dal 40% al 48% e l’ispirazione per la loro creazione attinge all’alta moda: la seta, il metallo delle paillettes, il cuoio. La sensazione della stoffa sulla pelle, più del design di un abito.

BDK: Il mestiere di raccontare storie attraverso l’olfatto
Da sempre BDK è espressione di eleganza contemporanea, non solo scegliendo materie prime di altissima qualità, ma anche creando dei racconti sulle fragranze permettendo a queste di entrare ancora di più nell’anima di chi le sceglie. È così che sono nati i profumi che hanno reso così amato e celebre il brand: Gris Charnel, ad esempio, il best seller, uscito nel 2019 e firmato da Mathilde Bijaoui, con il suo intreccio di fico, tè nero e sandalo. Apprezzatissimo anche Rouge Smoking, dolce e goloso con protagonista assoluta la ciliegia arricchita da vaniglia e fava tonka. Per citare altri profumi cult del brand Velvet Tonka, Nuit de Sable, Imperial Tuberose, tutti riconoscibili, sofisticati e costruiti per restare addosso e nella memoria.
La Collection Studio porta questo approccio un passo più in là, e lo fa con un solo autore, il maestro profumiere Jordi Fernández, che li ha composti per Givaudan. Tre interpretazioni, tutte con concentrazioni altissime che vanno dal quaranta a quasi il cinquanta per cento. Materia pura, insomma, come si addice a una collezione che della materia ha fatto il suo tema. “Si riconosce la firma di Jordi“, dice Benedek, “ma sono tre universi diversi, che dialogano restando unici“.
Collection Studio di BDK: ispirazione couture
Stellar Silk è la seta, ed è anche il best seller della collezione. Benedek lo racconta partendo dalla sua materia prima del cuore, il sandalo, e non uno qualunque: un’essenza di radici di sandalo album dall’Australia, dove la pianta è stata ripiantata da quando l’India ne ha vietato la raccolta. “È una delle mie materie prime preferite“, dice, “cremosa e speziata in cima, fresca ma calda nel cuore“. Il profumo ne segue la curva. Apre vivo, con l’estratto di zenzero e la corteccia di cannella del Laos, e più lo si porta più si scalda, verso la vaniglia del Madagascar e due fave tonka del Venezuela, una naturale e una tostata, con il burro d’iris di Francia a regalargli il lato cipriato e sensuale. A legare ogni cosa c’è il benzoino del Laos, che per il fondatore “tiene insieme le materie prime e dà densità al profumo“, e una nota muschiata, il Moxalone, che al sandalo aggiunge la morbidezza lattea del cashmere. Caldo e avvolgente, con il suo 48 per cento è il più concentrato dei tre: un profumo prezioso proprio come un abito di seta haute couture.
Silver Ceremony è il luccichio del metallo, nato dalla passione di Benedek per i tessuti scintillanti, “le paillettes d’argento di Paco Rabanne, di Armani“. È il più maschile dei tre e, confessa il fondatore, il risultato di una scommessa: “volevo dimostrare che si può essere eleganti anche con un profumo fresco“. Si apre luminoso e molto mediterraneo , tra il verde del bergamotto, il mandarino verde e il limone, rinfrescati dall’azurone, una molecola captive di Givaudan che porta un soffio marino, salino e appena metallico. Nel cuore battono lo zenzero e il pepe rosa dell’Oceano Indiano, mentre il fondo si fa legnoso e aromatico, tra il cedro dell’Atlante del Marocco, il patchouli indonesiano, la concrete di labdano spagnola e un accordo di oud agrumato con il cipriolo indiano. Fresco ma deciso, con un carattere che Benedek rivendica: “è una fragranza decisa che regala personalità a chi la indossa“.
Oud Paradisio è il cuoio, ma un cuoio ricamato. L’ispirazione arriva da lontano, dagli anni in cui Benedek, studente, ha imparato il ricamo all’Atelier Lesage di Parigi: “immaginavo una pelle colorata, piena di perline, allegra“. Nel flacone quell’allegria diventa un oud solare, per niente cupo. “È un oud thailandese con un gelato all’ananas“, spiega, un legno scelto perché “il più legnoso, non animalico come quello della Cambogia o dell’Indonesia“. Si apre sul verde del bergamotto italiano e su un accordo di gelato all’ananas, cremoso e ghiacciato come una piña colada, affiancati dall’incenso della Somalia e da un accordo di zafferano costruito intorno al Safraleine, che porta con sé un soffio di cuoio e tabacco. Il centro è il celebre “trio di rose” che ha reso iconico Impadia, un altro best seller della Maison: essenza di rosa turca e bulgara, assoluta di rosa turca e una manciata di molecole captive di Givaudan, da Rosyfolia a Petalia, che la tengono fresca e moderna, lontana dalla “rosa un po’ classica, da nonna“. In fondo, l’assoluta di cacao e l’essenza di oud dalla Thailandia. Ne esce un legno trasparente, fresco e cremoso con una concentrazione al 44 per cento.

Il flacone, una questione di sartoria
Anche l’aspetto parla la lingua della moda. I tre Absolus de Parfum, nei formati da 50 e 100 ml, sono custoditi in un astuccio nero impreziosito da una stampa a caldo argentata, dal codice grafico minimale e strutturato. Il flacone è laccato dentro e fuori, rifinito, raccontano in casa BDK, con la stessa cura che si riserva alla fodera di un capo d’alta moda. A ogni fragranza, infine, è associato un colore che ne fa vibrare lo spirito, per sinestesia: il marrone fumé di Stellar Silk, il viola di Oud Paradisio, il blu di Silver Ceremony.
Dieci anni, e ancora molto da dire
Il momento è importante anche sul piano industriale. Nel 2025 LVMH Luxury Ventures ha rilevato una quota di minoranza della Maison, un segnale di quanto la nicchia faccia gola ai grandi gruppi del lusso. Benedek rassicura che nulla è cambiato nella creazione e nella scelta dei materiali, e che l’ingresso serve semmai a far crescere la squadra. Per celebrare il traguardo, la Maison ha trasformato un indirizzo parigino, il 40 di Rue de Richelieu, in una galleria immersiva aperta pochi giorni a giugno, con una caffetteria dove bevande e pasticcini erano in pendant con le note della collezione, incisioni delle boccette e workshop di furoshiki, l’arte giapponese di avvolgere nella stoffa. Perché anche l’ultimo gesto, quello del dono, doveva parlare di tessuti.
La Collection Studio arriva in boutique e online nei formati da 50 e 100 ml, dentro c’è l’idea di lusso che Benedek insegue da dieci anni, fatta di tempo e di cura. Mentre l’industria sforna fragranze alla velocità del fast fashion, BDK rivendica il tempo lungo della sartoria, e la convinzione che il profumo sia il tocco finale di chi si veste: l’ultima cosa che si indossa, la prima che resta negli altri. Dal bancone di quella profumeria del 1959 all’alta profumeria di oggi, il filo non si è mai spezzato. È sempre stato, alla lettera, una questione di stoffa.
MaZ
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