Negli ultimi tempi, la permanente è stata reinterpretata da parrucchieri e brand come un trattamento capillare che valorizza movimento e texture, senza sacrificare la salute della fibra. In Corea del Sud, ad esempio, si è diffusa una versione soft permanente, concentrata solo sulle radici per dare volume a chiome lisce e piatte: un’idea che ha già conquistato anche i saloni attenti ai trend anche qui da noi. In effetti il volume può essere un fattore da tenere a mente quando si hanno i capelli lisci e magari molto lunghi e l’effetto a volte è decisamete troppo piatto e senza personalità.

Qui da noi dopo il boom degli anni ’80, la parola permanente rimane, ma il servizio è completamente cambiato. Ci siamo evoluti per fortuna ma continua ad essere un trattamento richiesto, con delle sfumature. L’applicazione, i prodotti e la tecnica sono evoluti, e questo rinnova la domanda: vale la pena fare la permanente oggi?

Che tipo di look si può ottenere con la permanente

La tendenza non è più “ricci perfetti” e “volume al massimo”, bensì texture più naturali, onde morbide, ricci più discreti, una piega riccia che dura. Se il tuo desiderio è un liscio ultra piatto, ovviamente la permanente non è la scelta ideale. Ma se cerchi volume, onde pvoluminose, o movimento senza dover prendere il ferro ogni mattina, allora sì, ci siamo questo può essere un suggerimento da prendere in considerazione. Tra le tendenze capelli 2025 più richieste troviamo proprio le Airy Waves ovvero l’effetto volume sotto controllo: onde larghe, texture corpose ed un aspetto curato senza troppo mantenimento. Così, la permanente diventa una sorta di ponte: tra chiome molto lisce e styling quotidiano con il ferro, e chiome molto ricce che cercano controllo e definizione.

Prima di fare la permanente: cosa valutare

Il consiglio è di osservare con attenzione alcuni fattori prima di dire “sì” alla permanente. In primo luogo, lo stato del capello: se la fibra è già danneggiata – decolorazioni, trattamenti aggressivi – il passaggio chimico di una permanente può non essere adatto. In secondo luogo, la manutenzione: ottenere ricci o onde permanenti significa anche impegnarsi a casa con prodotti specifici, shampoo delicato, maschere nutrienti e styling mirato. Dopo la permanente occorre uno shampoo idratante, un buon conditioner e una asciugatura con diffusore, ci sono delle accortezze che vale la pena prendere in considerazione per non vanificare il trattamento. Infine: aspettative realistiche. La permanente non è più un unico “look identico per tutte” ma una tecnica che va calibrata in base al capello, al taglio, alla forma del viso e al risultato desiderato.

Per chi è e quando conviene farla:

Potresti prendere in considerazione la permanente se:
1- Hai capelli lisci o che tendono a rimanere “piatti” e vuoi creare volume o movimento;
2 – Desideri un cambiamento sull’hairlook che duri più della semplice piega del giorno;
3 – Scegli un salone esperto che lavori con prodotti moderni e sia specializzato in capelli ricci e mossi

Potrebbe invece non essere l’ideale se:
1 – I tuoi capelli sono già molto danneggiati o fragili;
2 – Non vuoi impegnarti nella manutenzione (prodotti specifici, styling con diffusore, minor frequenza lavaggi);
3 – Il tuo obiettivo è un liscio ultra-perfetto o uno styling “piatto”;

Permanente: Come funziona tecnicamente

Parliamo un po’ di tecnica (promesso, senza troppi tecnicismi!) per capire cosa accade in salone e cosa succede al capello. La permanente è un trattamento chimico che “rompe” i legami disolfuro del capello, li modifica in una nuova forma (riccio o onda) e quindi li neutralizza.  Esistono vari tipi di trattamento permanente: c’è la versione alcalina (cold perm) che utilizza ammonio tioglicolato, meno “calore” applicato sul capello e un effetto spesso più aggressivo sulla fibra.  Poi c’è quella acida/esotermica (hot perm): soluzione + calore che è più adatta a capelli spessi o che richiedono una deformazione più marcata.  E inoltre le nuove versioni più ‘blande’ con aminoacidi e proteine vegetali con cui si ottengono dei buoni risultati senza andare ad intaccare il capello.

Il risultato dipende molto dall’attrezzatura usata (dimensione del ferro/matita per arrotolare il capello), dal diametro usato, dalla forza della soluzione e dal tipo di capello. Ad esempio: Rod più grandi → onde morbide, “movimento” più naturale. Rod più piccoli o spirali → ricci più definiti, effetto più “riccio anni ’80”. Capelli fini → perm può dare volume e corpo. Capelli spessi → si ottiene texture e controllo.

Quanto dura una permanente?

Una buona permanente dura circa sei mesi, “give or take”, a seconda di quanto cresce il capello e della salute della fibra. Manutenzione consigliata: ritocchi ogni 2-3 mesi, specialmente sulla zona delle radici, se vuoi mantenere un’onda uniforme. Attenzione: non lavare o bagnare i capelli nelle prime 24-48 ore dopo il trattamento se vuoi fissare bene la forma.

Allora: la permanente è ancora di moda? Decisamente sì ma non più come “permanentone” anni ’80 da tutto o niente. Oggi è sofisticata, più su misura, più taylor made e con un occhio attento alla salute del capello. Se stai cercando volume, movimento, un look che tenga senza dover stare ogni mattina con ferro e phon, la permanente può essere una scelta valida. Ma – come per ogni trattamento – è indispensabile valutare capello, stile di vita, manutenzione e professionista a cui affidarsi.

Photocredit Cover Instagram @traceeellisross

Metodo LOC: la tecnica (semplice) che salva i ricci