Ne abbiamo sentito parlare guardando gli ultimi trend della skincare coreana e poi sui social, nei vari siti di approfondimento e sì anche su Tik Tok. Protagonista del momento e sulla bocca di tutti la NAD+ ovvero il principio attivo nicotinammide adenina dinucleotide che sta diventando la star delle formule antietà nella skincare, scopriamo meglio cos’è e a cosa serve:

Cos’è la NAD+ e perché sta spopolando in skincare

La NAD+ è una molecola che il nostro corpo produce già (la natura è miracolosa lo sappiamo), ma che con l’età tende a calare. È la guardiana della produzione di energia nei mitocondri, le “centrali elettriche” cellulari. In campo estetico, la promessa è semplice: più energia = più capacità di riparazione cellulare, meno segni del tempo. Il NAD+ è la nuova tendenza scientifica che dermatologi e brand stanno promuovendo con entusiasmo, proprio mentre mettono in discussione la narrativa ormai “logora” e stereotipata legata al retinolo. In altre parole, finalmente qualcosa di nuovo dopo anni di monocultura da retinoidi.

Cosa promette veramente, secondo gli esperti

Secondo Women’s Health UK, la NAD+ aiuta a “rilanciare la funzione cellulare, contrastare la formazione di radicali liberi e migliorare la luminosità della pelle” con effetti visibili già dopo poche settimane. Ma c’è di più: è un alleato contro i danni da ossidazione, mentre Dermatology Times spiega come la niacinamide sia un precursore della NAD+ e agisce come potente antiossidante contro l’invecchiamento cutaneo.

Come si usa la NAD+ nella skincare (routine e potenza)

Creme, sieri, booster: la NAD+ è un complemento, non un sostituto. L’idea è integrare la produzione fisiologica, non ribaltarla. Per questo sono nate formulazioni stabili, liposomate o encapsulate insomma, progettate per resistere all’aria e al vetro trasparente del bagno.

Routine suggerita per un’estate sicura e idratata:
Mattina: detersione delicata + siero con NAD+ + SPF (fondamentale).
Sera: olio o crema arricchita, con magari una dose di retino leggero (NAD+ può aiutare a tollerare meglio i retinoidi).
2/3 volte alla settimana: maschere rigeneranti in combo con niacinamide o pantenolo per massimizzare l’effetto.

NAD+ vs Retinoidi (e perché non sono nemici)

Il retinolo è il classico esempio di principio attivo molto utilizzato e amato che però va saputo scegliere, non bisogna esagerare e soprattutto d’estate va dosato e utilizzato preferibilmente solo la sera. La NAD+ è invece il “collega”, un coadiuvante che lavora in tandem: un pizzico di retino la sera, un siero di NAD+ la mattina, e la pelle ringrazia senza rischi. La combinazione dei due ingredienti infatti sembrerebbe potenziare e rigenerare la pelle rendendola più giovane e più sana.

Piccole risate, grandi effetti: cosa sappiamo davvero

Se ti stai chiedendo “ma il NAD+ mi farà sembrare una supereroina mitochondrial-avengers?”, sappi che la risposta è: quasi. È la variante biologica di Tony Stark, solo senza Iron Man. Quindi, sì: la pelle diventa più tonica, luminosa e rinnovata. No, non spariscono le rughe di una vita all’aperto. Non è un miracolo, per quello non basta la Marvel, bisogna andare a Lourdes. Ma hey, se vuoi una pelle che sembri awake, alive, ready, la NAD+ è il trend del momento, da provare per la sua versatilità ed efficacia.

È adatta a tutte le tipologie di pelle? (Spoiler: quasi sì)

Donne, uomini, pelli miste o secche: la NAD+ è piuttosto trasversale. Data la sua affinità naturale con i percorsi energetici cellulari, funziona su quasi tutte le tipologie di pelle. Ovviamente è sempre bene testarlo ed essere costanti nella routine di skincare per capire quali sono le sue potenzialità e le sue caratteristiche sulla propria tipologia di pelle.

Il futuro della skincare è mitochondrial-chic

Mentre Instagram esplode di video di skin cycling e challenge da 10 step, la community beauty più evoluta punta verso ingredienti ad alta performance che rispettano l’equilibrio cutaneo. La NAD+ marca il passo: è delicata, funzionale, porta con sé promesse concrete e una nuova narrazione, dove “investire nella cura della propria pelle” è un colpo di genio, non un rituale narcisistico.

MaZ

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