Più della metà delle procedure civili nelle aule di giustizia riguardano le liti di condominio, un tasto dolente nella vita di molti italiani. Di recente ci sono novità a proposito delle regolamentazioni, con l’auspicio che le mediazioni prendano il sopravvento sui diverbi.

Ecco un caso posto dall’esperto Wolters Kluwer per capire meglio le nuove regole condominiali.

Due fratelli sono comproprietari al 50% di un’unità immobiliare. Il Presidente di assemblea chiede ad uno dei due di allontanarsi in quanto solo uno avrebbe il diritto di votare. Come ci si deve comportare?

A rispondere sono Achille Colombo Clerici, Nicola Assini e Marco Marchiani di Assoedilizia.

I tre esperti chiariscono che la norma dell’articolo 67 del Codice Civile prevede che i comproprietari hanno diritto ad un solo rappresentante in assemblea. Allontanare uno dei due però sarebbe eccessivo, a condizione che non nascano divergenze al momento del voto.

Le difficoltà infatti sorgono quando non c’è una comunione tra le due opinioni dei comproprietari. Solitamente in caso di mancato accordo la scelta viene effettuata dal Presedinte dell’assemblea tramite sorteggio.

Secondo le nuove regolamentazioni questa opzione non è più contemplata. Il comma dell’articolo è stato sostituito e dunque non è prevista dal nuovo regolamento una soluzione. Che fare allora in questi casi?

Gli esperti affermano che in questo come in molte altre situazioni, a coprire le lacune deve venire in aiuto il buon senso.

Affidiamoci dunque alla saggezza popolare, vi ricordate quel detto: Con un po’ di buon senso si governa il mondo?

Martina ZANGHI’

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