Dopo nove anni di rivoluzioni sartoriali e slogan diventati mantra, Maria Grazia Chiuri saluta Dior. La stilista romana, prima donna a guidare la direzione creativa della Maison francese, ha annunciato la sua uscita di scena, lasciando dietro di sé una scia di tulle, femminismo e successi commerciali.
Chiuri ha preso le redini di Dior nel 2016, portando una ventata di novità e impegno sociale. La sua prima collezione ha fatto scalpore con la T-shirt We Should All Be Feminists, trasformando le passerelle in palcoscenici di attivismo. Sotto la sua guida, Dior ha visto una crescita significativa, con le vendite che sono passate da 2,2 miliardi di euro nel 2017 a 9,5 miliardi nel 2023.
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Il suo addio è stato suggellato da una sfilata a Roma, sua città natale, dove ha presentato la collezione Resort 2026. Un evento che ha celebrato non solo la moda, ma anche l’arte e la cultura, elementi sempre presenti nelle sue creazioni.
Chiuri ha espresso gratitudine verso il team di Dior, sottolineando l’importanza del dialogo intergenerazionale e del femminismo nel suo lavoro. Delphine Arnault, CEO di Christian Dior Couture, ha elogiato la sua visione creativa e l’impatto culturale che ha avuto sulla maison.
Il futuro di Dior è ancora incerto, con voci che suggeriscono Jonathan Anderson come possibile successore. Nel frattempo, Chiuri lascia un’eredità di moda impegnata e inclusiva, dimostrando che l’alta moda può essere anche un veicolo di cambiamento sociale. In un mondo della moda spesso dominato da uomini, Maria Grazia Chiuri ha aperto la strada a una nuova generazione di designer donne, mostrando che la creatività può (e può) andare di pari passo con l’impegno sociale.