Una moda sostenibile è ancora possibile? Sì. Ce lo hanno dimostrato e continuano a dimostrarcelo brand che hanno messo in atto una vera e propria rivoluzione, inseguendo con ostinazione un cambiamento radicale in termini di progettazione, produzione e materie utilizzate. Contrastando il dilagare del fast fashion e dellultra fast fashion, alle cui spalle troviamo condizioni di lavoro per nulla etiche, rifiuti e inquinamento, molti marchi hanno dimostrato una sensibilità sempre crescente verso una moda che sempre più sostenibile. E la mostra Tomorrow’s Wardrobe esplora proprio come una moda più sostenibile può e deve esistere, offrendo uno sguardo innovativo sul futuro di questa industria.

Tomorrow’s Wardrobe in mostra al London Museum

Ospitata dal London Design Museum, nel nuovo spazio espositivo al secondo piano del museo, il Future Observatory, e visitabile fino ad agosto 2025, Tomorrow’s Wardrobe presenta le ricerche che si stanno svolgendo in diversi rami del settore e le innovazioni messe in atto per ridurre i danni causati da questa industria, abbassando drasticamente il proprio impatto sul nostro pianeta. Attraverso un percorso estremamente coinvolgente, la mostra guida il pubblico in un viaggio che parte dalle fabbriche, passa per gli studi di design e arriva fino al guardaroba di ciascuno di noi. Ma Tomorrow’s Wardrobe non vuole soltanto documentare le iniziative messe in atto, ma intende invitare il pubblico a diventare parte attiva del cambiamento, ripensando il proprio approccio alla moda e al consumo.

Tre sezioni

L’esposizione curata da George Kafka con il supporto di Kate Goldsworthy, Jalaj Hora e Susan Postlethwaite, si articola in tre principali sezioniTextile Landscapes, In the Studio e Your Wardrobe -, ciascuna volta ad esplorare una fase del processo di creazione e produzione della moda.

Textile Landscapes

La prima sezione si concentra sulla produzione tessile sostenibile, dove i visitatori imparano a conoscere come il Regno Unito stia evolvendo in un paesaggio produttivo che rispetta la biodiversità. In questa sezione, ad esempio, è possibile vedere il maglione di Phoebe English, realizzato con lana prodotta localmente in collaborazione con South East Fibreshed, che sostiene la produzione di capi in lana secondo i ritmi ciclici dell’allevamento. Inoltre, i visitatori potranno esplorare progetti che utilizzano scarti agricoli, come la fibra di patata creata dalla startup Fibe, e vedere da vicino una borsa realizzata dalla partnership tra Stella McCartney e Ponda, che ha sviluppato una fibra rigenerativa, ricavata da piante coltivate nelle zone umide.

Tomorrow’s wardrobe: la seconda sezione

In the Studio pone l’attenzione sulla modalità in cui i designer stanno rivedendo i loro processi creativi per ridurre l’impatto sull’ambiente. In questa sezione vengono presentati progetti come la polo riciclata del marchio Ahluwalia e le scarpe smontabili create con Ranra e Salomon. Si parla anche del primo impianto di riciclaggio del poliestere del Regno Unito e di un blazer scolastico progettato da Project Plan B. per essere riciclato.

L’ultima sezione: Your Wardrobe

L’ultima sezione, Your Wardrobe, pone l’attenzione sul cambiamento del nostro rapporto con i vestiti e, in generale, con la moda. Vengono esplorati e proposti modi per estendere il ciclo di vita dei capi, come ad esempio le riparazioni e le modifiche. A questo proposito, in questa ultima sezione di Tomorrow’s Wardrobe, viene posta all’attenzione del pubblico Save Your Wardrobe, una piattaforma digitale che collega i consumatori del Regno Unito con servizi di riparazione e modifica. Inoltre, vengono presentati i capi realizzati da Toast, che rigenera in modo creativo i capi, celebrando il fascino della riparazione, e il Digital Product Passport – passaporto digitale del prodotto -, ovvero un insieme di informazioni sul prodotto a supporto dell’economia circolare e della sostenibilità.

P.P.