Di questi tempi è bene ricordare sempre la nostra storia. Quello che ha significato e quello che speriamo non venga mai dimenticato. Il 25 Aprile è una celebrazione importate per il nostro paese e va celebrata ancora e ancora. Per raccontare questa giornata così speciale ai nostri figli e nipoti possiamo anche ricorrere al cinema italiano che per fortuna ha raccontato molto bene la liberazione e la resistenza dal nazi-fascismo.
1: Un evergreen che è anche un classico della cultura cinematografica italiana, Roma città aperta di Roberto Rossellini. Un film simbolo del neorealismo italiano – e primo titolo della trilogia sulla guerra antifascista di Roberto Rossellini: seguiranno infatti Paisà (1946) e Germania anno zero (1948) – che spesso abbiamo visto per costrizione e non per piacere. Ecco è il momento di rivederlo per ricordarsi perchè è diventato un film così iconico nella cultura cinematografica italiana e non solo. Il racconta la tragedia dell’occupazione tedesca di Roma dopo l’armistizio di Cassabile. Indimenticabile e straziante l’interpretazione di Anna Magnani.
2: Un documentario da vedere è La donna nella Resistenza di Liliana Cavani. Un documentario televisivo realizzato per la RAI in occasione del ventennale della Resistenza nel 1965. Un’opera che racconta il ruolo delle donne nella lotta di liberazione dal nazi-fascismo e sulla loro emarginazione nel dopoguerra. Il mondo è cambiato da allora ma non per le donne, un ottimo spunto di riflessione per ragionare sul ruolo femminile allora ed oggi.
3: Il Partigiano Johnny un film diretto da Guido Chiesa tratto dall’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio. Il lungometraggio racconta la storia di Johnny, Stefano Dionisi, uno studente universitario che diserta dall’esercito e torna nella sua casa, tra le colline di Alba, in Piemonte. Appassionato di letteratura inglese si dedica allo studio ma dopo la morte di un amico decide di scendere in campo in prima persona. Si aggrega alla prima formazione partigiana che incontra, guidata dal carismatico Biondo, con un unico desiderio, quello di combattere i fascisti.
4: L’Agnese va a morire di Giuliano Montaldo che si basa sul romanzo, in parte autobiografico, di Renata Viganò pubblicato nel 1949. Il film racconta la storia di Agnese una donna di mezza età che rimane vedova, il marito membro della Resistenza è stato ucciso dai fascisti. Rimasta sola, Agnese decide di aiutare i compagni del marito portando cibo, informazioni, armi e notizie da un paese all’altro: diventa così una staffetta partigiana e viene chiamata da tutti Mamma Agnese.
5: C’eravamo Tanto Amati di Ettore Scola. Un altro grande classico da rivedere ancora e ancora. Un capolavoro assoluto con attori del calibro di Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefania Sandrelli, Aldo Fabrizi e Giovanna Ralli, dedicato a Vittorio De Sica, scomparso durante la lavorazione. La trama percorre circa 30 anni di storia italiana con i tre protagonisti principali Gianni, Nicola e Antonio, tre partigiani che hanno fatto la Resistenza, che finita la guerra, prendono strade diverse. In occasione di un incontro imprevisto, i protagonisti rievocano i tempi andati e si rendono conto che volevano cambiare il mondo ed invece, il mondo ha cambiato loro.
MaZ