Parigi è sempre Parigi, e i parigini, lo sappiamo sanno essere tanto charmant quanto fastidiosi, ma ci sono alcune espressioni che solo i parigini e proprio solo loro sanno pronunciare.

Vediamo alcune delle più incomprensibili espressioni e vediamo se possiamo trasportarle nel nostro vissuto quotidiano.

Non aspetterò 107 anni!

Quando si è impazienti, si riferisce al fatto che 107 anni sono serviti a costruire la Cattedrale di Notre Dame. In realtà servirono quasi due secoli, ma l’espressione, diremmo adesso, era diventata virale.

Polet: polli o poliziotti?

Ha un significato dispregiativo e risale al 1871, quando la Prefettura  si stabiliì  su ‘ Ile de la cité dove c’era l’antico mercato del pollame.

Rendez vous a midì petante: appuntamento a mezzogiorno scopiettante

Riferito al cannone solare che dal 1876 al 1911 da Palais Royal permise ai parigini di regolare i propri orologi… ma solo nei giorni di sole.

Entrer a l’oeil: entrare a occhio

Entrare senza pagare, All’inizio del 1900 i poliziotti che sorvegliavano la rete di prostituzione entravano nelle case di tolleranza mostrando un piccolo occhio cucito sul bavero della giacca che fungeva da lasciapassare.

Tenir le haut du pavè: tenere l’alto della strada

Avere un’ottima condizione sociale. L’espressione risale al Medioevo quando le strade avevano un solco al centro per contenere acqua e sporcizia. I poveri cedevano il passo ai più abbienti e ai nobili lasciando loro la parte alta e laterale della strada che era anche la più pulita.

Non possiamo non aggiungere Parigi val bene una messa! Enrico IV, originariamente ugonotto (calvinista francese),dopo la guerra dei tre Enrichi, si convertì al cattolicesimo nel 1593 per salire al trono francese e ottenere il consenso del popolo, che era maggiormente cattolico.

E ancora : Occupe-toi de tes oignons!

Quando qualcuno si intromette negli  affari altrui.

Se vuole interferire nella vita privata di qualcun altro, gli si può rispondere così, ma l’espressione è molto secca e colloquiale.

Silvia GALLI