In tempi bui, di guerra, intolleranza e chiusura, parlare di diritti umani diventa sempre più importante. Necessaria è un’opera di divulgazione e sensibilizzazione che porti tutti a percorrere un cammino di collaborazione e condivisione, di umanità e accoglienza, di libertà e uguaglianza. Il Festival dei diritti umani, che quest’anno festeggia la sua decima edizione, si propone sin dalla sua nascita proprio di sensibilizzare su queste tematiche. Dal 5 al 7 maggio 2025, nelle due sedi milanesi di Parco e dell’Università Statale, la kermesse tratterà temi che negli ultimi anni l’umanità sembra avere perso di vista, se non addirittura dimenticato.
Festival dei diritti umani
Una decima edizione che, se da un lato celebra una longevità che indica il Festival quale punto di riferimento a livello nazionale sul tema dei diritti, dall’altro registra una fatica che in dieci anni non si era mai avvertita. Commenta il direttore Danilo De Biasio: «Nei primi dieci anni di Festival dei Diritti Umani il mondo si è incattivito, l’egoismo dei singoli e delle nazioni ha preso il sopravvento, il rischio climatico è stato derubricato a fastidioso inconveniente, la forbice delle disuguaglianze si è allargata. Proprio per queste ragioni c’è bisogno del nostro Festival: per proporre visioni e azioni che vanno in direzione ostinata e contraria».
Ostinati e contrari
E “Ostinati e contrari” è proprio il titolo dell’edizione 2025, a sottolineare tutta la determinazione che è necessaria a portare avanti così a lungo una manifestazione che tocca i nervi scoperti del mondo contemporaneo. Non mancherà di farlo anche quest’anno, a partire dal referendum sulla cittadinanza cui saranno chiamati a votare tutti i ragazzi e le ragazze, under 18, che parteciperanno alle attività della mattina, inclusi quelli che – sulla base delle norme vigenti – la cittadinanza rischiano di non averla mai. I dati verranno diffusi a chiusura della tre giorni e costituiranno un’indicazione significativa dell’opinione dei futuri cittadini e cittadine sul tema sempre vivo dell’immigrazione.
Pomeriggi e serate sono dedicati a incontri ed eventi aperti al pubblico.
Trump ha abolito i programmi aziendali DEI (Diversity Equity Inclusion) e molte corporation lo hanno seguito e stanno continuando a farlo: ne parlano Paola Profeta, vicerettrice della Bocconi, e Gabriella Crafa, vicepresidente di Diversity. L’ONU con alcuni dei suoi principali rappresentanti, come Maurizio Massari, rappresentante permanente dell’Italia all’ONU, Paolo Lembo, docente di Science PO, ex capo missione ONU, e Volker Turk, Alto Commissario ONU per i diritti umani, è protagonista del dibattito sulla crisi del multilateralismo. Gino Cecchettin, dopo aver incontrato gli studenti al mattino, dedica un’intera serata, quella di chiusura di mercoledì 7 maggio, all’incontro con il pubblico del Festival dei Diritti Umani.
Festival dei diritti umani: l’espressione artistica
Come sempre dal 2016, anche quest’anno il Festival dei diritti umani si avvale dell’espressione artistica per promuovere riflessioni, attraverso una pluralità di linguaggi: quello della musica, con il concerto in collaborazione con il festival Voci per la Libertà di Amnesty International, che vede esibirsi Obi, Punkreas e Lotta; quello cinematografico, con la proiezione del film-documentario “Come se non ci fosse un domani”, diretto da Riccardo Cremona e Matteo Keffer, sui giovani attivisti di Ultima Generazione, in collaborazione con Amnesty International e Human Hall, hub per la tutela dei diritti umani dell’Università degli Studi di Milano; quello fotografico, con l’esposizione di una selezione di scatti scelti tra quelli che hanno accompagnato il Festival dei Diritti Umani in molte delle dieci edizioni realizzate.
Progetto Speciale
Progetto speciale è poi quello in collaborazione con il fumettista Gianluca Costantini e dieci ex allievi del corso specialistico di Linguaggi del Fumetto dell’Accademia di Bologna a cui è stato chiesto di realizzare, a partire dal titolo dell’edizione “Ostinati e contrari”, dieci illustrazioni su coppie di concetti opposti, come diritti/privilegi, pace/guerre, noi/ego, attendibilità/fake-news. Il pubblico ne potrà ammirare l’esito nella sede di Parco.
Festival dei diritti umani: testimonianze personali, studi e buone pratiche
L’edizione 2025 è sintesi di un percorso decennale durante il quale il Festival dei Diritti Umani ha unito testimonianze personali, studi e buone pratiche sui diritti umani in Italia e nel mondo, per parlare a tutte e tutti attraverso incontri, film e documentari, mostre fotografiche, iniziative speciali e un’intera sezione dedicata alle scuole: 70 tra progetti ed eventi realizzati, 700 docenti e 22.000 studenti coinvolti, 723 ospiti nazionali e internazionali, come il Premio Nobel per la Pace 2018 Nadia Murad; scrittori come Abraham Yehoshua; giornalisti e giornaliste come Ferruccio de Bortoli, Nello Scavo, Francesca Mannocchi, Rula Jebreal; economisti come Khalid Malik, Clara Mattei e Tito Boeri; artisti come Ai Weiwei e Michelangelo Pistoletto, cantanti e attori come Elio, Eugenio Finardi e Sabina Guzzanti.
Un palinsesto fitto di appuntamenti
Ricapitolando, nel fitto palinsesto di appuntamenti dedicati ad adulti e ragazzi, che toccheranno temi tra i più pregnanti in materia di diritti umani, moltissimi e illustri saranno gli interventi: da Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, che interverrà sulla libertà di espressione, a Gino Cecchettin, atteso per raccoglierne la preziosa testimonianza, passando per Maurizio Massari, rappresentante permanente dell’Italia all’ONU che s’interroga sulla fine del multilateralismo. Ogni giornata sarà scandita da approfondimenti che riguardano il futuro di tutti e tutte noi.