Tutti quanti almeno una volta l’abbiamo scartata e assaporata, perché le Golia fanno parte della nostra storia. Non esiste nonna che non abbia aperto la borsa e frugando non ne abbia tirata fuori una manciata. Ma la conosciamo tutti la storia che si cela dietro questa piccola ma saporitissima caramella?

Noi abbiamo deciso di raccontarvela. E per raccontarla partiamo dal simbolo: la stella che non è una stella qualsiasi, bensì la stella di Davide, proprio quella che c’è sulla bandiera di Israele.

Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel ghetto ebraico di Roma (vicino al Portico d’Ottavia), Davide Caremoli fa assaggiare all’amico Alberto Piperno che aveva un negozio di dolciumi e caramelle proprio nel ghetto, una minuscola caramella gommosa alla liquirizia di sua invenzione. Piperno, estasiato dal sapore della piccola gemma di liquirizia esorta Caremoli a darle un nome, ma non solo, lo convince a venderle ai bar suggerendo proprio la caramella come merce di scambio al posto del resto in monetine.

Il signor Caremoli si chiamava Davide, la caramella era piccolissima e se la sarebbe dovuta vedere con i giganti in commercio, giganti per dimensione e notorietà, e decise di prendere spunto dall’episodio biblico di Davide e Golia.

Inoltre Alberto Piperno era ebreo, lavorava e viveva nel ghetto di Roma, Caremoli scelse di omaggiare l’amico e “consulente” facendo stampare la stella di Davide nell’inconfondibile verde bandiera sull’incarto e la fece imprimere anche sulla caramella.

Pubblicità

Già alla fine degli anni Sessanta le Golia erano pubblicizzate in TV al Carosello con lo slogan “Golia è aria viva in gola” e con stunts di sciatori; altre campagne pubblicitarie delle caramelle Golia furono trasmesse in televisione all’inizio degli anni Ottanta, ed erano costruite intorno al jingle “Chi non mangia la Golia è un ladro o una spia”.

Anche se oggi non è più Caremoli a distribuire la caramella, ma la Perfetti e di Golia ce ne sono diversi tipi, la storia della sua invenzione è una coccola che non va dimenticata.