Il taccuino Moleskine è l’erede e successore del taccuino leggendario usato da artisti e pensatori negli ultimi due secoli: tra loro, Vincent Van Gogh, Pablo Picasso, Ernest Hemingway e Bruce Chatwin.

Il taccuino nero, oggi anche di altri colori, chiuso dall’elastico e formato da pagine di carta paglierino pregiatissima è un must have.

In qualsiasi riunione che si rispetti, on o off line ci sarà sempre qualcuno, spesso una donna, che invece di fare prendere appunti dall’AI o di utilizzare un device preferisce aprire la propria Moleskine, scrivere la data, l’oggetto della riunione e iniziare a prendere appunti.

.Per oltre un secolo, piccoli artigiani francesi hanno prodotto taccuini neri con angoli arrotondati, elastico e tasca interna, venduti nelle librerie di Parigi. Questi oggetti erano amati da artisti e scrittori come Ernest Hemingway e Bruce Chatwin, che li chiamava proprio “moleskine” (pelle di talpa) anche se il materiale di cui era fatta la copertina era una semplice tela cerata.

Nel 1986, l’ultimo produttore familiare a Tours chiuse i battenti. Nel 1997, l’azienda milanese Modo & Modo decise di riportare in vita questo taccuino, registrando il marchio “Moleskine” e riproponendolo come un oggetto iconico e senza tempo.

Maria Sebregondi, co-founder di Moleskine, racconta che tutto partì dalla lettura de Le vie dei canti di Bruce Chatwin.  Nel libro, lo scrittore parla dei taccuini neri che usava per scrivere: elastico, tasca interna, copertina semplice. Oggetti iconici, ma con un dettaglio curioso: non avevano nemmeno un brand.
Chatwin tornato nella cartoleria parigina dove era solito comprarli per ordinare altri taccuini…
e la proprietaria gli dice una frase destinata a cambiare tutto: “Il taccuino moleskin non c’è più.”
Per Maria Sebregondi, co-founder di Moleskine, quella frase è stata una vera startup insight.
E oggi la sua frase più significativa è:

“Ogni taccuino Moleskine è un libro ancora da scrivere e una storia che attende di essere raccontata.”

Silvia GALLI