Giugno e il dolce profumo dei tigli per le strade. Giugno e la soave promessa dell’estate che sta per arrivare. Giugno e le piccole pause al mare, sotto l’ombrellone, a godere della brezza marina, leggendo buona letteratura. Ultimo di primavera e primissimo d’estate, si prospetta come un mese interessante per gli amanti della lettura, con un mix di autori affermati e nuove voci che promettono di arricchire il panorama letterario. Tra i romanzi che esplorano la complessità dell’animo umano, quelli che trattano temi sociali e storici, e le opere che indagano il futuro e l’immaginario collettivo, i libri in uscita a giugno 2025 accontentano un po’ i gusti di tutti.

Autori affermati e nuove voci

In libreria tornano grandi nomi come quello di Chiara Valerio, finalista al Premio Strega 2024 con Chi dice e chi tace, o quello di Matteo Bussola che ci incanta con un romanzo ricco di emozioni. Ci emozioniamo a leggere tra i nomi degli autori dei libri in uscita a giugno 2025 quello di Michela Murgia con una raccolta di “racconti scritti negli anni, magari letti una sera in una piazza e poi divenuti introvabili […] che ci restituiscono la voce mobile e folgorante di una delle più importanti scrittrici del nostro tempo. Se siete alla ricerca di nuove letture, giugno sarà anche il mese perfetto per trovare nuovi talenti da amare. Scopriteli qui di seguito.

Libri in uscita a giugno 2025: Michela Murgia, Anna della pioggia

(Einaudi, PP. 280, Euro 19,50). Una raccolta di racconti inediti che restituisce tutta la forza creativa e politica di Michela Murgia, una delle voci più luminose della letteratura italiana contemporanea. Raccontare, per lei, era un modo di pensare, di cambiare se stessa e il mondo. In queste pagine si alternano storie che hanno preso vita in contesti diversi, lette in piazza, scritte per blog, festival, teatri occupati o semplicemente raccontate tra amici, ma mai raccolte in un libro fino a oggi. Ora trovano finalmente casa in questo volume, curato da Alessandro Giammei, a partire dall’archivio digitale dell’autrice.

Al centro c’è Anna, che corre solo quando piove e riflette sulla vita attraverso piccoli oggetti quotidiani, nel tentativo di non affrontare ciò che davvero la angoscia. Intorno a lei, un mondo variopinto e sorprendente: bambini che recitano in sardo sotto i bombardamenti, portieri notturni, piante parlanti, donne che prendono finalmente la parola, da Elena di Troia a Beatrice Cenci, fino a Odabella contro Attila. L’opera esplora con grazia e potenza i temi più cari all’autrice: la Sardegna, il potere femminile, le identità queer, il lavoro, la malattia e la memoria. Una raccolta viva, eterogenea, intensa, che testimonia l’impegno instancabile di Murgia per un mondo più consapevole, descritto sempre con uno stile vibrante, ironico e profondo.

Chiara Valerio, La fila alle poste

(Sellerio Editore Palermo, PP. 384, Euro 16,00). Dopo Chi dice e chi tace, Chiara Valerio ritorna a Scauri per raccontare i desideri nascosti e la provincia attraente e oscura.
Fine novembre a Scauri, tra Roma e Napoli. La spiaggia è quasi deserta, vuoti gli stabilimenti. Da qualche settimana le vongole lasciate nei secchi a spurgare sul bagnasciuga spariscono nel nulla. E non è colpa del mare. Tre anni prima è morta Vittoria, una donna che è entrata nella memoria del paese e delle persone, e ha cambiato per sempre la vita dell’avvocato Lea Russo, due figlie e un marito, molti impegni e molte inquietudini. Vittoria è forse arrivata troppo tardi nei pensieri di Lea, ma è riuscita a mettere in moto un’energia improvvisa, uno squarcio di vita nuova, un’ossessione. L’ultimo lunedì del mese, quando Lea compie quarantatré anni, arriva una brutta notizia.

È morta una bambina, è morta ammazzata, e nessuno sembra avere dubbi su chi l’abbia uccisa. Eppure si stagliano ombre profonde, a Scauri tutti sanno tutto, ci si conosce da sempre, non si è mai davvero sorpresi da quanto accade. Ma poi c’è una bambina assassinata, mentre la madre prepara la zuppa di pesce. Lea Russo ama il marito, le figlie, il suo lavoro, ha tutto per essere felice, eppure è piena di dubbi. L’assenza di Vittoria, la sua luce che agita i sogni, ha svelato in lei un’altra felicità, un’eccitazione che va cercata altrove. Lea sente il bisogno di mettersi in discussione, di dover difendere la madre assassina, e di tornare a scavare nelle proprie fantasie, negli enigmi degli altri, nella scura e attraente materia che Vittoria le ha lasciato dentro. La storia di Lea è come un romanzo d’amore poliziesco, in cui il crimine da risolvere è quello di un desiderio nascosto, che sempre più travolge e conquista la mente della protagonista.

Libri in uscita a giugno 2025: Matteo Bussola, Il talento della rondine

(Salani, PP. 204, Euro 16,00). Brando è nato per la danza. Corpo perfetto, movimenti che incantano. Sua madre ha cucito su di lui un sogno preciso, che forse gli va troppo stretto. Ma quando il mondo tace, Brando disegna. Disegna per sentirsi libero, per correre incontro alla sua vera essenza. Ettore è l’opposto. La danza non lo ha scelto, lui l’ha strappata al suo corpo con ostinazione e fatica. Ogni passo è una sfida, ogni errore un colpo incassato. Suo padre non capisce, ma Ettore continua a danzare. Perché lottare è tutto ciò che conosce. Ettore però ha anche un talento naturale.

Disegna con istinto e grazia, come se fosse la cosa più semplice al mondo. Brando lo vede. Lo invidia, quasi. Perché mentre lui cerca la libertà nel disegno, Ettore la possiede senza sforzo. Sono così simili, Brando ed Ettore, molto amici e un poco rivali. Ma poi c’è Mirta, che arriva come un temporale d’estate, e li vede, li comprende. E portando scompiglio e allegria li costringe a guardarsi davvero, e a ripensare a tutto quanto… Brando, Ettore, Mirta. La danza, il disegno, l’amore. Qual è il vero talento? Quello che ti è stato dato o quello che scegli di inseguire, contro tutto e tutti?

Antonella Desirèe Giuffrè, La seminatrice di coraggio

(TRE60, PP. 288, Euro 16,90). Sicilia, 1914. Maria Roccaforte, giovane maestra, lascia il suo paese sul mare di Ragusa per sposare Pietro, un ricco proprietario terriero del borgo di Bonaventura, sui Monti Iblei. Quando Pietro parte per la Grande Guerra, Maria resta sola a gestire la casa e i campi. Le contadine, che lavorano la terra per sostituire gli uomini chiamati al fronte, non si fidano di lei, “donna di città”, e la situazione del borgo peggiora con l’aumentare delle confische dei raccolti da parte dello Stato e delle estorsioni dei briganti.

A Palermo, Maria conosce Sofia Bisi Albini, la fondatrice della Federazione nazionale delle Seminatrici di coraggio, che portano notizie dal fronte alla popolazione più povera e analfabeta e, come “madrine di guerra”, inviano lettere di consolazione ai soldati. Diventata seminatrice, Maria inizia una fitta corrispondenza con il soldato Marcello Elia, che le scrive lettere disperate e struggenti dal fronte del fiume Isonzo. Quando Pietro viene dato per disperso, Maria sente più che mai il dovere di proteggere le donne di Bonaventura. Ma dopo aver conquistato la loro fiducia, riuscirà a convincerle a unirsi al movimento di protesta nazionale per rivendicare il loro contributo durante il conflitto? E al termine di quella orribile guerra, riuscirà a vedere gli occhi di Marcello, l’uomo che ha conosciuto soltanto attraverso le sue lettere appassionate?

 

P.P.

Fonte sinossi ibs.it

Foto di Lennart Schneider su Unsplash