Dal 3 al 7 settembre 2025, Mantova si trasforma ancora una volta in un fitto crocevia di parole, idee, storie e visioni. E se è vero che “la letteratura non salverà il mondo, ma può indicarne i punti cardinali”, allora la ventinovesima edizione di Festivaletteratura è pronta a fare da bussola nella complessità del nostro tempo.
Un festival che guarda lontano, ma parte dai margini
Con oltre 300 autori e autrici da tutto il mondo, la manifestazione si conferma tra le più longeve e prestigiose d’Europa, capace di fondere cultura alta e partecipazione collettiva. Il cuore del programma 2025 batte forte su due direttrici: da un lato, la necessità di guardare ai conflitti, da Gaza all’Ucraina, con gli strumenti della narrazione, dall’altro, la volontà di riscrivere mappe culturali che tengano conto di identità plurime, decentrate, ibride.
Tra le voci internazionali più attese: la palestinese Adania Shibli, il poeta Ocean Vuong, la scozzese Ali Smith, la giapponese Mieko Kawakami, la regina del gotico latinoamericano Mariana Enríquez e il cileno Alejandro Zambra. E poi nomi iconici come Elizabeth Strout, Jamaica Kincaid, Armistead Maupin, Camila Sosa Villada e Marija Stepanova.
Le novità dell’edizione 2025
L’edizione di quest’anno porta con sé diverse novità. Prima fra tutte, il ritorno (dopo l’annullamento causa maltempo nel 2024) della Notte Virgiliana, ora ambientata nel nuovo Museo Virgilio. A questo si affianca la celebrazione dei 500 anni di Palazzo Te con l’immaginifico progetto “Festivaletteratura 1525”, che riporta in vita testi e polemiche editoriali dell’anno della fondazione del palazzo: da Lutero a Bembo, passando per le Commedie di Aristofane e Mario Equicola.
Altra chicca: il Caffè Goldoni, un’installazione multimediale al Teatro Bibiena che ricostruisce i soggiorni mantovani del grande drammaturgo veneziano. Un piccolo viaggio nella Commedia dell’Arte, tra libretti, maschere e marionette, accompagnato da letture sceniche e percorsi urbani dedicati.
Gaza, Ucraina e la responsabilità di raccontare
La sezione più intensa (e probabilmente necessaria) del Festival è quella che affronta i grandi traumi del presente: la guerra, l’occupazione, la perdita dell’umano. Gaza sarà al centro di incontri con scrittori palestinesi come Shibli e Atef Abu Saif, ma anche con il giornalista Omar El Akkad e lo storico israeliano Ilan Pappé. Sull’altro fronte, voci come quelle di Yaroslav Trofimov e Katerina Gordeeva racconteranno l’Ucraina attraverso la lente del reportage e della memoria collettiva.
Un’intera linea tematica, “Il mondo visto da Gaza”, esplora come la letteratura possa ancora offrire uno spazio di resistenza, compassione e comprensione.
Scrittori ‘di casa nostra’
Non solo internazionali ma anche pensatori, intellettuali e scrittori del nostro Bel Paese con tante personalità che popolano il mondo dell’editoria e della letteratura. Tra gli altri parteciperanno al Festivaletteratura 2025: Roberto Saviano, Cecilia Sala, Antonio Scurati, Antonio Albanese, Vasco Brondi, Andrea Pennacchi, Teresa Ciabatti, Gad Lerner, Beppe Severgnini e Melania G. Mazzucco.
Asia, identità e nuove narrazioni
Sotto l’etichetta “Le vie dell’Asia”, il Festival ci porta dal Giappone (Kawakami e la weird fiction di Ayase Maru) alla Corea del Sud (con l’autrice YA Lee Kkoch-nim), dalla Cina contemporanea raccontata da Aldo Cibic e Matteo Miavaldi, fino alla diaspora tamil nello spettacolo performativo The Tamilization.
Qui il racconto dell’identità si fa polifonico, ibrido, in bilico tra lingua, memoria e spaesamento, un tema caro anche a Naomi Abe, Yi Yang e Nadeesha Uyangoda, italiane con radici orientali.
Letteratura, amori e disincanti
Non manca il tema eterno dell’amore, affrontato quest’anno con uno spirito nuovo e più critico. Dalle convenzioni romantiche decostruite da Carolina Bandinelli e Giorgia Tolfo, agli amori queer e ribelli di Camila Sosa Villada e Sabrina Efionayi, passando per le riflessioni sulle relazioni digitali, le narrazioni matrimoniali e le rappresentazioni adolescenziali del desiderio. Un vero “laboratorio del sentimento”, in cui si ridefiniscono codici, ruoli, cliché.
Anche la moda ha qualcosa da dire
Nell’inedita sezione “Scrivere di moda”, si riflette sul linguaggio del vestire e sulle sue declinazioni letterarie, editoriali e visive. Con ospiti come Carla Sozzani, Patrizia Sardo Marras e Maria Luisa Frisa, si esplora il confine tra l’abito e il racconto, l’estetica e l’identità, il glamour e il genere.
Dalla narrativa al giallo: tra Christie e Shakespeare
Un’intera area è dedicata a Agatha Christie, con incontri spettacolari (letteralmente) guidati da Luca Scarlini e Lucy Worsley. Ma anche incursioni italiane nel mistero: Andrea Pennacchi immagina uno Shakespeare investigatore nella Serenissima, mentre autori come Marco Malvaldi, Alessia Gazzola e Samantha Bruzzone dialogano sul futuro della letteratura seriale.
Festivaletteratura 2025 non è solo un festival. È una città che parla.
È Mantova che si fa teatro di memoria, di conflitto, di poesia, di politica. Un luogo in cui gli autori si fanno antenne e i lettori non sono mai solo spettatori. È la dimostrazione che la letteratura, nel suo farsi evento, riesce ancora a mettere in moto pensieri, desideri, geografie interiori. Anche (e soprattutto) quando il mondo sembra perduto.
Appuntamento dal 3 al 7 settembre.
www.festivaletteratura.it
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