Per gli appassionati di letteratura, aprile rappresenta ormai un momento atteso e importante. È in questo mese infatti che vengono annunciate le opere che passano la prima selezione e proseguono il cammino verso uno dei più prestigiosi riconoscimenti letterari italiani, lo Strega. L’attesa e le aspettative in merito ai dodici finalisti in gara per il Premio Strega 2025 erano altissime, anche perché sulla pagina Instagram ufficiale da mesi venivano pubblicati i libri proposti dagli amici della domenica, per un totale di 81 titoli in gara.

Premio Strega 2025: annunciata la dozzina

Ieri sera finalmente – durante la conferenza stampa nel Tempio di Vibia Sabina e Adriano a Roma – Melania G. Mazzucco, presidente del Comitato direttivo, composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Dacia Maraini, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine, ha annunciato la dozzina di finalisti per il Premio Strega 2025.

Il caso Verna

Grandi nomi e illustri esclusi hanno sin da subito animato il dibattito. In particolare, la polemica si è concentrata sull’esclusione di Nicoletta Verna che ha consegnato ai posteri un romanzo intenso e struggente, I giorni di Vetro, capace di scandagliare le pieghe più profonde dell’animo umano, in cui la fragilità e la forza convivono in un equilibrio instabile, come il vetro che dà il titolo all’opera, sullo sfondo storico dell’Italia fascista. «L’esclusione di Nicoletta Verna dalla dozzina del Premio Strega sorprende e dispiace. È una scelta difficile da comprendere per chi riconosce in lei una delle voci più solide e originali della narrativa italiana contemporanea. Chi ha preso questa decisione – legittimamente, secondo le regole del Premio – ha adottato un criterio che non condivido, ma che rispetto. Per fortuna, la letteratura ha un tempo e un pubblico che vanno oltre qualsiasi giuria», ha commentato il direttore editoriale di Einaudi Stile Libero, Paolo Repetti, a La Stampa.

Premio Strega 2025: spazio ad editori indipendenti e outsider

Grande entusiasmo, invece, per l’inclusione nella dozzina del Premio Strega 2025 di Nadia Terranova, che concorre con Quello che so di te, edito da Guanda. Spazio anche a piccoli editori indipendenti, outsider, a nomi nuovi e, più in generale, ad opere in cui prevale il racconto dell’Io e che riflettono la ricchezza e la diversità della letteratura italiana contemporanea.

Melania Mazzucco commenta

A tal proposito commenta Melania Mazzucco: “I titoli candidati all’edizione 2025 del Premio Strega rispecchiano nell’insieme una pluralità di generi e generazioni. Ogni gamma della prosa contemporanea è rappresentata: romanzo, memoir, narrativa non-fiction, graphic novel, romanzo biografico, giallo, noir, thriller, distopico (ma nessun fantasy). Tuttavia i romanzi veri e propri non sono la maggioranza. Predomina il racconto dell’Io: la cosiddetta autofiction o l’autobiografia vera e propria che ricorre, coi suoi fasti e le sue miserie. Il leit motiv di quest’anno è la follia. Sbriciolamento dell’Io, depressione, crollo psichico. Nel 2025 la salute mentale è un’emergenza sociale, ma anche letteraria. Infine, qualche parola sulla lingua. Tranne che in pochi ambiziosi romanzi simbolisti o sperimentali, si tratta perlopiù di un italiano funzionale. Il dialetto, impiegato nella narrativa di consumo come vezzo di colore, quasi un arredo di scena, diventa ormai nei romanzi di ambientazione contemporanea una scelta voluta di personaggi italofoni, il ricordo (anche polemico o comico) delle radici nella piccola patria, ormai aperta al mondo globale“.

Premio Strega 2025: la dozzina

Vediamo insieme tutti i titoli in gara al Premio Strega 2025:

Valerio Aiolli, «Portofino blues» (Voland), proposto da Laura Bosio.
Saba Anglana, «La signora meraviglia» (Sellerio Editore), proposto da Igiaba Scego.
Andrea Bajani, «L’anniversario» (Feltrinelli), proposto da Emanuele Trevi.
Elvio Carrieri, «Poveri a noi» (Ventanas), proposto da Valerio Berruti.
Deborah Gambetta, «Incompletezza. Una storia di Kurt Gödel» (Ponte alle Grazie), proposto da Claudia Durastanti.
Wanda Marasco, «Di spalle a questo mondo» (Neri Pozza), proposto da Giulia Ciarapica.
Renato Martinoni, «Ricordi di suoni e di luci. Storia di un poeta e della sua follia» (Manni), proposto da Pietro Gibellini.
Paolo Nori, «Chiudo la porta e urlo» (Mondadori), proposto da Giuseppe Antonelli.
Elisabetta Rasy, «Perduto è questo mare» (Rizzoli), proposto da Giorgio Ficara.
Michele Ruol, «Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia» (TerraRossa), proposto da Walter Veltroni.
Nadia Terranova, «Quello che so di te» (Guanda), proposto da Salvatore Silvano Nigro.
Giorgio van Straten, «La ribelle. Vita straordinaria di Nada Parri» (Laterza), proposto da Edoardo Nesi.

Non ci resta adesso che attendere il 4 giugno, quando verrà annunciata, al Teatro Romano di Benevento, la cinquina di finalisti.

Pinella PETRONIO