Rodolfo è un dipendente pubblico, addetto al verde e alle aiuole,ed è diventato in poco tempo l’autore dei giardini della città, che lui trasforma come fossero le pagine di un libro, a lieto fine, ca va sans dire. I materiali che usa per le sue opere sono materiali di recupero, legno, panchine vandalizzate, bici arrugginite, vecchie grondaie e pezzi di ponteggi.
«Noi tutti vogliamo angoli per sognare, io aiuto i cittadini a farlo – spiega l’artista -, perché da semplice dipendente pubblico io ho realizzato il mio, di sogno». Avrebbe voluto una casa con giardino, ma ora si è preso tutti i giardini della città ed i torinesi sono ben felici che sia lui a prendersene cura.
Le sue opere sono grilli, lumache, gattini buffi e persone innamorate, nel giradino roccioso del Valentino, il più bel parco della città, ad esempio, su una panchina stanno seduti nientemeno che due lampioni innamorati, mentre davanti alla stazione di porta Susa un etereo annaffiatoio fa scorrere candide farfalle.
«Le mie sculture, servono come richiamo per le persone, per far apprezzare la vera bellezza che sono i fiori. Avete mai notato che ogni volta che li guardiamo ci emozionano?».Oggi ai Giardini Lamarmora sono due innamorati seduti su una bicicletta degli anni 20 a fare bella mostra, ma con l’estate, ha promesso Rodolfo, arriverà l’incontro d’amore. E i torinesi? Iniziano a lasciare lettere e poesie sotto la panchina in un rito che potrebbe rivaleggiare con i lucchetti di Ponte Milvio, sperando che qualche romanticone li trovi e li raccolga.
Ora bisogna aspettare il caldo e passeggiare per la città alla ricerca della prossima pagina raccontata dal delicato artista.
Silvia GALLI
photocredit Redazione Web del comune di Torino.
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