Parte puntuale come un orologio svizzero il Festival di Sanremo anche quest’anno. Carlo Conti perfetto nel suo smoking è un consumato padrone di casa che accoglie con una voce fuori campo d’eccezione una super emozionata Laura Pausini che , comunque tiene sempre la situazione sotto controllo.

Il primo momento è dolce amaro: la voce fuori campo è quella di chi il Festival l’ha cavalcato per anni e l’ha reso quello che è oggi: l’amato Pippo Baudo.

Il viale dei ricordi non è certamente finito e il momento di ricordo di Beppe Vessicchio oltre a far scendere una lacrimuccia, è certamente il più toccante di tutta la prima parte della serata.

A tagliare il difficile  nastro del primo cantante in gara è Ditonellapiaga un po’ caricaturale, outfit in stile Creamy e dizione decisamente da rivedere.

Michele Bravi in stile Fred Buscaglione è raffinato, elegante, delicato , forse fin troppo e “Prima o Poi ” la dobbiamo ri ascoltare, perchè al primo ascolto non ci arriva completamente.

Come accade da qualche anno, il festival, più che in televisione si guarda e si commenta sui social dove i commenti al vetriolo non si contano e le staffilate non conoscono legge, razza o religione.

Dopo un lungo momento dedicato alla signora Pratesi, la donna che per la prima volta votò il 2 giugno del 1946 gli artisti che si sono avvicendati sul palco dell’Ariston non hanno infiammato gli animi . Menzione d’onore la meritano senz’altro Arisa – in splendida forma, peraltro- e Tommaso Paradiso.

A Patty Pravo perdoniamo sempre tutto perché lei è diva nell’anima, ma la performance sanremese non è stata  esattamente memorabile

L’ospite della serata è Tiziano Ferro: una garanzia come sempre, sebbene leggermente appesantito è apparso in grande forma, il vero mattatore della serata.

E non ci è nemmeno dispiaciuto Raf, con una ballata assolutamente adatta alla kermesse ligure, ha mantenuto le promesse della sua carriera

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