Quante madri ci sono oggi sul palco? Dopo aver appurato che ci sono anche questa sera lo spettacolo va avanti scandito dal Carletto nazionale – che come ha chiosato Katia Follesa – sembra avere la fretta di chi deve scappare a fare la pipì. Si dice che la fretta è una cattiva consigliera ma, evidentemente visti gli ascolti, agli italiani piace andare a letto presto.

Le tre co-presentatrici della serata in ordine di apparizione sono Miriam Leone, Elettra Lamborghini e Katia Follesa. Tutte in lungo, sorridenti e luminose, madri o meno non importa affatto. Non c’è molto margine per conoscerle meglio, sono presenti solo  nei pochi minuti riservati alla presentazione dei cantanti in gara. Elettra prova ad uscire un po’ dalle righe, Miriam accenna al suo prossimo ruolo da protagonista nella serie dedicata ad Oriana Fallaci. Katia riesce a rosicchiare qualche attimo in più con qualche battuta che fa ridere anche l’imperturbabile e affrettato padrone di casa. Sembra un po’ un’occasione persa per le co-conduttrici che tirando le somme vengono relegate al ruolo di mannequin.

Commovente l’esibizione dei ragazzi del teatro patologico che scuotono un po’ le coscienze. La forza di guardarsi negli occhi potrebbe salvarci dalle guerre e dal mondo brutto e cattivo? È la domanda che risuona in un Ariston ammutolito. Un po’ inspirational porn o prevalgono le buone intenzioni? Molte domande, nessuna risposta.

Dopo il pianista con l’orecchio assoluto di soli cinque anni di ieri anche stasera c’è un bimbo prodigio sul palco che sa tutto sulla storia di Sanremo. E noi muti che non ci ricordiamo neanche il numero di cellulare di nostro marito. Ad Ermal Meta, l’artista in collegamento dal palco Suzuki, viene ricordata la vittoria all’Ariston del 2018 ma anche la sua nuova veste di padre. Che Carlo Conti sia un adepto della ministra Roccella sotto mentite spoglie? La famiglia e i bambini evidentemente sono una sua fissazione.

Quota chic della serata e del festival in generale Joan Thiele, sempre in Chanel sempre, con una allure tutta sua che splende anche in un contesto così nazional popolare.

Finalmente si veste anche bene Noemi che canta una canzone scritta tra gli altri anche da Mahmood, la voce invece è ancora più indurita, sembra aver incrementato il consumo delle Marlboro senza filtro ma c’è chi ama questa sua caratteristica. In un mondo di autotune meglio Noemi.

Il pubblico effettivamente sembra più sveglio questa sera, sarà l’adrenalina per l’attesa dei Duran Duran che tornano a Sanremo dopo 40 anni. Del resto Simon Le Bon è l’Harry Styles degli Anni 80. Wild boys chiude il medley lunghino per i tempi contiani ma una volta pagati li si è sfruttati, ci sta.

Già nella playlist delle baby dance del globo terraacqueo i Cuoricini dei Coma Cose. Olly non è solo molto figo ma anche un ottimo performer e stasera si commuove dopo l’esibizione. Massimo Ranieri è sempre Massimo Ranieri e anche Brunori SAS si gode un bell’applauso caloroso dopo la canzone alla dedica alla figlia Fiammetta.

Momento ‘i migliori anni’ con Iva Zanicchi che promuoviamo per la verve ma non per l’intonazione. Detto ciò arrivarci alla sua età con la sua capacità di deambulare…

Tony F in completo di pelle nera questa volta si presenta senza camicia quindi con tatuaggi in bella mostra. Se curasse le sue corde vocali come i suoi ricci canterebbe decisamente meglio.

 

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È la volta dei giovani, ne rimane solo uno: vince Settembre che si porta a casa anche il premio Lucio Dalla e anche il premio Mia Martini. Passata la mezzanotte le tre ‘compagne di viaggio’ si presentano in pigiama e annunciano insieme al padrone di casa i cinque vincitori della serata. I primi classificati della terza serata sono: Coma cose, Brunori SAS, Irama, Olly e Francesco Gabbani.

Domani finalmente si cambia un po’ la solfa, è la serata dei duetti e sul palco vedremo delle collaborazioni insolite e molti omaggi ai grandi della canzone italiana. Speriamo in un guizzo, in qualcosa che ci faccia un po’ sognare, o almeno divertire , più realisticamente, rimanere svegli.

MaZ