E’ iniziato ieri – col botto – per noi italiani amanti del tennis, il torneo più affascinante dell’anno: sono le settimane di Wimbledon e, mai come quest’anno, il tabellone è ricco di bandiere tricolori, a cominciare dal nostro numero uno Jannik Sinner che sta per scendere sul Centrale.
Ma iniziamo da ieri quando Fabio Fognini ha terminato la sua carriera con una partita memorabile lottando come un leone contro un Alcaraz in perfetta forma che, però, bisogna dirlo, l’ha spuntata solo al quinto set.
E’ il torneo più importante dell’anno, ma perché? Dal punto di vista meramente sportivo è, insieme al Roland Garros di Parigi, all’Australian Open di Melbourne e a Flushing Meadows di New York, la tappa sull’erba dei tornei del Grande Slam, ma non basta.
All’All England Lawn Tennis and Croquet club, si entra in un club sospeso nel tempo come fossimo 50 anni indietro e si gioca il il più antico torneo della storia del tennis e l’unica tappa dello slam che si gioca sull’erba e, sebbene le nuove tecnologie abbiano fatto il loro ingresso nelle ultime edizioni, non manca certo la tradizione, come ad esempio il dress code.
Dress Code:
I tennisti a Wimbledon vestono esclusivamente di bianco. Il motivo? In primis per evitare che antiestetiche macchie di sudore siano troppo evidenti sulla maglietta (maglietta, non canotta) dei giocatori e poi perché da sempre, i tennisti vestono in bianco. Attenzione il regolamento parla chiaro” white does not include off white or cream”. Negli anni alcuni decisero di non iscriversi al torneo per non dover sottostare alla regola ( vedi Agassi), altri diedero libero sfogo alla fantasia ma rimanendo in bianco ottico ( vedi Lea Pericoli)
I colori ufficiali del torneo sono il verde e il viola, fino al 1909 erano il blu, giallo, rosso e verde, troppo simili a quelli della Royal Marines e per questo motivo sostituiti con gli attuali. Si pensa che i colori rappresentino nell’erbetta verde dei campi e le migliaia di piante di Petunia Calibrachoa, che abbelliscono il circolo.
Quindi, sediamoci comodi, gustiamo qualche fragola con panna e tifiamo come forsennati i nostri atleti, mantenendo, però un elegante aplomb.
Silvia GALLI