Se è vero che protagonisti assoluti sono i gioielli indossati dalle invitate, che non lesinano a sfoggiare le  parure di famiglia o  i pezzi più pregiati della cassaforte, anche gli sposi non possono sbagliare.

Per lui l’unico gioiello concesso, a parte la catenina d’oro della comunione che non è in vista, sono i gemelli, d’oro semplici, sobri, da cerimonia. L’orologio di solito è quello ricevuto in dono per il fidanzamento, ma può anche essere un ricordo di famiglia, per i più eleganti sarà l’orologio d’oro da taschino appartenuto al nonno. Vietati gli orologi colorati in plastica, tecnologici che oltre all’arrivo delle mail avvisano quando è pronto il caffè ed ogni diavoleria informatica. l’orologio è d’oro, meglio di platino, con il cinturino in coccodrillo nero.

Per la sposa le regole del bon ton sono parecchie, la prima, e più importante, può essere riassunta dal motto inglese “less is more” e tradotta con un gioiello solo: o bracciale o collana, o orecchini.

Con l’acconciatura raccolta sono ammessi gli orecchini pendenti, ma anche qui senza esagerare, gli chandelier devono essere sobri. Sui punti luce in diamanti non ci sono dubbi, è un sì con il punto esclamativo.

Per la scelta delle pietre non ci sono dubbi: il bianco è protagonista anche per quanto riguarda gli accessori, quindi se non possono essere diamanti, l’unica alternativa è data dalle perle. C’è un ma. La tradizione vuole che le perle siano portatrici di lacrime, forse anche solo per scaramanzia sarebbe meglio evitare, o no?

E l’orologio? Ci sono pareri contrastanti in proposito, ma dato che il giorno del sì non ci saranno treni da prendere o riunioni a cui presenziare, forse, anche l’orologio gioiello può stare nel cassetto.

L’anello di fidanzamento può essere indossato dopo la cerimonia, ma all’anulare destro per non nascondere la fede, nuova, scintillante, lucida. I gioielli di famiglia non sono vietati, anzi possono essere di buon auspicio secondo il detto per cui si deve indossare qualcosa di vecchio, ma devono essere in pendant con il resto dell’outfit.

Silvia GALLI

 

 

[ Torna indietro... ]