Se l’abito è il pezzo forte della giornata l’intimo è ciò che lo tiene in piedi. Spieghiamoci meglio: per far sì che l’abito cada alla perfezione non basta che il couturier faccia un lavoro magistrale, serve anche che non ci siano pieghe, cuciture, evidenze, salsicciotti dati dall’intimo. Per questo motivo sceglierlo con anticipo e con la massima attenzione è fondamentale per ottenere un risultato soddisfacente.

Scegliere l’underwear da sposa significa bilanciare il confort con il sostegno senza dimenticare, come accennavamo, l’invisibilità. Optare per capi seamless (senza cuciture), in microfibra o pizzo liscio, preferibilmente nei toni nude, bianco o cipria è sempre preferibile.  È essenziale provarli durante le prove dell’abito per verificarne la vestibilità.

In base al modello dell’abito: 

  • Abiti a sirena o aderenti: Intimo shaping (modellante) o guêpière per levigare la figura senza creare segni, con slip a taglio laser.
  • Scolli profondi o schiena scoperta: Body con scollature estreme, reggiseni adesivi o coppe in silicone.
  • Senza spalline: Reggiseni a fascia, bustier o coppe preformate integrate (spesso già presenti nell’abito).

Colori e materiali :

    • Il nude/cipria è l’ideale per garantire la massima invisibilità, specialmente sotto tessuti chiari o trasparenti.
    • Il bianco tradizionale è un classico, mentre pizzo e seta aggiungono un tocco romantico.
    • Materiali consigliati: Microfibra, seta, pizzo delicato.

L’intimo non deve stringere o dare fastidio, permettendoti di muoverti liberamente.

Accessori:

  • La giarrettiera è un tocco classico, ma è davvero necessario? Soprattutto sotto abiti attillati può non essere comoda e, soprattutto, si può intravedere. Come detto, non ci piace che venga svelato cosa c’è sotto. 

Calze

Fino a qualche decennio fa non si poteva nemmeno immaginare una sposa elegante senza calze e, forse, nemmeno ora. Almeno per la cerimonia religiosa dovrebbero essere indossate.

Per il ricevimento, se si indossano sandali preziosi si possono togliere.

Sono preferibili le autoreggenti in tonalità naturali;  “il bianco nella migliore delle ipotesi fa infermiera, nella peggiore la mucca Clarabella” diceva, saggia, Chiara Boni. Sui toni scuri, fiorati, fantasia, rete, microrete non dobbiamo dire nulla, vero?

Silvia GALLI