Lo storico hotel progettato da Schultze & Weaver al 301 Park Avenue, tra la 49a e la 50a strada a Midtown Manhattan, è stato fin dalla sua apertura nel 1931 un epicentro della vita di mondo e della cultura newyorkese: è rimasto chiuso per 8 anni e a luglio ha riaperto i battenti grazie all’intervento dello studio Skidmore Owings &Merrill che ha rinnovato gli spazi preservando l’atmosfera Art Déco dell’edificio e potenziandone il carattere di luogo iconico dell’ospitalità di lusso.
L’originario blocco dell’ Hotel si componeva di due edifici non destinati all’hospitality. Nel 1893 William Astor, uno statunitense che si trasferì in Gran Bretagna dove venne nominato prima barone e poi visconte, convertì la lussuosa villa di famiglia in albergo. L’uomo si dedicò alla carriera politica e poi acquistò diverse proprietà, tra cui questa. Il cugino John Jacob Astor IV – che in seguito morì a bordo del Titanic – per ripicca convertì in hotel il palazzo accanto, chiamato Astoria Hotel, che poi fu riunito al primo blocco: entrambi si trovavano nell’area dove oggi c’è l’Empire State Building. Fu riaperto, in seguito, nel 1931 appunto, nella sua sede attuale.
Nel 1949 la struttura passò nelle mani di Conrad Nicholson Hilton, in grande ascesa nel settore dell’ospitalità di lusso. Nel l 2014 lè stato venduto alla holding cinese Anbang Insurance Group per 1.95 billioni di dollari, la cifra più alta mai pagata per un hotel.
Il gruppo ha avviato un’importante ristrutturazione dell’edificio razionalista trasformando gran parte delle camere dell’hotel in residenze di lusso e riducendo quindi la parte dedicata proprio all’accoglienza.
Oggi delle 1400 camere originarie ne rimangono 375 e altrettante sono destinate ad essere residenze.
E per i pasti?
Prima delle chiusure c’erano tre ristoranti: Peacock Alley Bar, The Bull & Bear Steak House e La Chine, un ristorante cinese. Lo chef da 1 stella Michelin Michael Anthony sarà a capo del Lex Yard con un bar al piano superiore. Non mancherà il vecchio Peacock Alley Bar, ma anche un ristorante dedicato alla cucina giapponese.
IL Waldorf sembra godere di una serie di primati sulla scena mondiale. Ad esempio rivendica il fatto di aver inventato in room service, l’amato servizio in camera. Tra le invenzioni della casa c’è – ovviamente – la Waldorf Salad, inventata durante una cena di beneficenza svoltasi all’hotel verso la fine dell’800 (quindi nella sua prima sede). La ricetta originaria conteneva mele, sedano e maionese, più avanti negli anni verranno aggiunte anche le noci. Nel 1894 nel bar dell’hotel fu inventato il Rob Roy, un drink simile al Manhattan ma composto solo di vermouth e whisky.
Per quanto riguarda le uova alla Benedict, ne parleremo un’altra volta!
Silvia GALLI