Le conosciamo tutte le parole del vocabolario? Certo che no! Vorremmo conoscerne di più per parlare meglio? Ovviamente sì e per farlo l’unica strategia è leggere, leggere tanto, leggere bene, leggere ad alta voce… Ma non sempre abbiamo il tempo di leggere quanto vorremmo, anzi spesso leggiamo documenti e trattati che non ci arricchiscono culturalmente, ma sono parte del nostro lavoro.

Sappiamo che un italiano utilizza in media circa 2.000 parole per la comunicazione quotidiana e semplice, per parlare in modo forbito o specialistico, può arrivare ad usarne circa 8.000-10.000 e che una persona mediamente colta può avere un vocabolario personale (che comprende anche parole che non usa spesso) di 25.000 parole, mentre gli esperti ne conoscono fino a 100.000.

  • Oggi proviamo ad aumentare il nostro vocabolario con alcune parole che non sono di uso comune ma che sono sorprendenti
  • Il Sillage è la scia olfattiva che un profumo lascia quando una persona si muove.
  • La Lemniscata è la curva matematica a forma di otto, conosciuta come simbolo dell’infinito.
  • L’Anemoia è la sensazione di nostalgia per un periodo storico che non si è mai vissuto.
  • L’Ardiglione è la linguetta metallica della fibbia della cintura che entra nei fori.
  • La Serendipità è la scoperta casuale di qualcosa di bello o utile mentre si stava cercando altro.
  • La Glabella è lo spazio liscio tra le sopracciglia, sopra la radice del naso.
  • La Picura è la rientranza presente sul fondo di alcune bottiglie, come quelle di vino.
  • L’Obelo è il simbolo ÷, usato per indicare una divisione o un intervallo.
  • Il Petricore è l’odore che si sprigiona quando la pioggia cade sulla terra asciutta.

Le conoscevate davvero tutte? E le utilizzate quotidianamente? Probabilmente no e, facilmente, non le inizierete ad utilizzare nemmeno da domani, ma siamo certi che vi abbiamo fatto sorridere e la prossima volta che le incontrerete, magari in un libro o in un documento, ci ringrazierete.

Silvia GALLI