In Italia i romanzi e i film polizieschi si chiamano “gialli” a causa di una collana editoriale, o almeno così si pensa. Nel 1929 la casa editrice Arnoldo Mondadori lanciò una serie di libri polizieschi caratterizzati da una copertina di colore giallo vivo. Dato l’enorme successo, i lettori iniziarono a identificare l’intero genere letterario con quel colore. Il colore giallo si pensa derivi dall’affiancamento, nel catalogo mondadoriano, di collane di “libri azzurri”, “libri verdi”, rispettivamente per testi di autori italiani e di storia romanzata; un’altra ipotesi accreditata è quella del colore del cartoncino del primo bozzetto di copertina.
E’ una credenza popolare, ma non è del tutto corretta, infatti molto prima che Arnoldo Mondadori nascesse, in Inghilterra e in America c’erano già gli Yellowbacks. Si trattava di romanzi economici venduti nelle stazioni ferroviarie che avevano ovviamente la copertina gialla. Tra questi romanzi c’erano molte storie di polizieschi e thriller.
Il primo giallo pubblicato dalla Mondadori in questa collana fu La strana morte del signor Benson di S.S. Vandine, Questi libri, economici, erano venduti, oltre che in libreria, anche in edicola, e avevano la copertina di un giallo vivo proprio per renderli visibili tra tutte le riviste
Negli altri Paesi i”gialli” ovvero i romanzi polizieschi, oppure dove si parla di assassini e misteri vari. hanno altri nomi.
In America Hard boiled, che vuol dire “bollito”, in Francia Noir, dal colore di una collana di polizieschi molto popolare, o Polar (letteratura poliziesca); in Spagna Novelas de suspanse (“racconti di tensione”) in Gran Bretagna Thriller, cioè “cha da i brividi”, ma qui il protagonista della storia non è l’investigatore, ma la vittima o il colpevole.
Qualunque sia la reale motivazione, è innegabile che l’inedito colore della veste grafica abbia determinato la sua fortuna, e il fatto che il giallo, ancora oggi, identifichi indissolubilmente un intero genere letterario.
Silvia GALLI