Il rubino rosso è una gemma preziosa simbolo di passione ardente, amore eterno, potere e vitalità. Il suo nome deriva dal latino ruber (“rosso”), indicando una pietra legata all’energia, alla forza fisica, alla fortuna e alla protezione. È spesso regalato come segno di legame profondo.
Il rubino è noto per il suo rosso intenso (dovuto al cromo), la straordinaria durezza (seconda solo al diamante) e la rarità.
Tipologie
La differenza tra rubini si bassa principalmente sulla loro origine che arrivino dal Myanmar, Mozambico o Thailandia.
Il colore cambia, dal rosso sangue di piccione al rosa arancio. I rubini naturali del Myanmar sono i più preziosi, mentre quelli sintetici pur essendo fisicamente identici (corindoni), hanno meno inclusioni e minor valore.
I rubini del Myanmar (ex Birmania) sono famosi per il colore “sangue di piccione” (rosso vivido con sfumature blu). I rubini del Mozambico sono noti per la buona qualità e il colore rosso acceso. Quelli thailandesi tendono a tonalità più scure, bordeaux.

Spesso si confondono con i rubini i granati che appaiono più scuri aranciati e larubellite (una tormalina rosa/rossa), che mostra un pleocroismo più forte rispetto al rubino. Il pleocroismo è un fenomeno ottico tipico di alcuni minerali che appaiono di colori diversi se osservati da angolazioni differenti o in luce polarizzata.
Significato
L’antico significato del rubino come pietra della passione è rimasto fino ai giorni nostri: regalare un rubino è simbolo di un amore ardente, passionale, che brucia in eterno.
Simbolo di autorità e potere, il rubino è legato alla nobiltà che la considera la più magnificente tra le pietre preziose. Gli antichi addirittura ritenevano il rubino più prezioso del diamante. Sono molte le culture in cui si venera il rubino, in molti lo considerano un talismano di passione, protezione e prosperità.
Simboleggia il sole e il suo colore brillante è simile a una fiamma inestinguibile.
È stato a lungo usato come amuleto per tenere lontane piaghe e pestilenze, e, indossato, metteva in guardia da pericoli imminenti, proteggeva la salute e bandiva tristezza e pensieri negativi. Si pensava portasse serenità, allontanasse gli incubi, aumentasse la voglia di vivere e aiutasse a risolvere le dispute.
Virtù
La Cristalloterapia moderna riconosce le prodigiose virtù della “Regina delle Pietre”, attribuendole per di più la capacità di connettere il campo elettromagnetico o aura dell’individio a quello della Terra. La “pietra del sangue” ci permette di essere consapevoli del nostro corpo e ben radicati, di risvegliare il nostro potenziale interiore e evolvere quindi anche spiritualmente. Genera slancio e dinamismo, rende passionali e istintivi.
Silvia GALLI