Oggi primo dicembre è la giornata mondiale per la lotta contro l’Aids, noi abbiamo incontrato Maria Grazia Mezzadri Cofano che dopo molti anni ha deciso di dedicarsi alla narrativa e alla saggistica.

E’ una entusiasta lettrice è socia dell’Associazione Amici del Loggione del Teatro alla Scala di Milano ed ha pubblicato anche numerosi libri, di cui vi abbiamo anche parlato all’interno del nostro magazine, tra cui  “Libri&Segni” e “L’albero dei desideri”  in collaborazione  con Sergio Nozza Bielli.

Noi l’abbiamo incontrata e ci ha mostrato una intensa lettera con interessanti punti di riflessione che vogliamo condividere con voi.

“…In Italia non si parla più di AIDS, ve ne sarete tutti accorti, come se la malattia fosse scomparsa non solo dal nostro Paese ma dal mondo intero. Ogni due anni l’Associazione Anlaids di Milano promuove Convivio, una manifestazione che si ripete per raccogliere fondi soprattutto per la ricerca. Ma vi risulta che la televisione faccia pubblicità su come proteggersi dal contagio o che promuova serate dedicate anche alla raccolta di fondi come fanno altri Paesi? Vi risulta che vengano diffusi, per tutti i cittadini dati sulla malattia? No, non mi pare che qualcuno possa citare qualche esempio, tranne coloro a cui interessa particolarmente. Eppure, e questo ci fa rabbrividire, ogni DUE ore, in Italia, c’è una persona contagiata. Ogni DUE ore. Vi rendete conto? Sono dati della Sesta Conferenza Mondiale sull’Aids, quindi attendibilissimi. Ogni giorno, nel mondo, si infettano 7000 persone. Vi sembrano piccoli numeri da non propagandare, da non far conoscere ai giovani che sono le persone più a rischio senza una adeguata informazione? Gli eterosessuali sono i più colpiti perché non usano rapporti protetti. D’altronde, coperta dal silenzio, senza le informazioni giuste, è facile pensare che questa terribile malattia, che da 30 anni miete vittime, sia una cosa che non ci appartenga più. L’incuria o perlomeno l’indifferenza, è quasi d’obbligo. L’Anlaids, dal 1° luglio 2011 ha aperto uno sportello “Amico Positivo” che dà sostegno pratico a chi è affetto da HIV. Ma quanti lo hanno letto nelle dieci righe che il Venerdì di Repubblica ha pubblicato in luglio? Io la malattia l’ho conosciuta da vicino quando ancora non c’erano farmaci che la controllassero. Non ho mai dimenticato quell’esperienza e mai la dimenticherò. Vorrei che i giovani, in particolare, che non sono in salvo perché l’Aids c’è e si diffonde, sapessero che sono stati tanti, ma tanti i morti, negli anni ’80-90 e che continuano ad essere tanti anche oggi pure in Paesi lontani dal nostro.. Ma questo non può pacificare le nostre coscienze, non può farci sentire lontani da una lotta che tutti dobbiamo combattere. Negli anni ’90, ogni primo dicembre, giornata mondiale dell’Aids, a Milano e in molte altre città, si facevano sfilate per ricordare i morti e si esponevano le coperte con i loro nomi. La città partecipava, ed era non solo un ricordo ma anche un monito. Da anni non si fa più nulla. Questo è un richiamo per non dimenticare, sono 30 anni e non si è ancora trovato un vaccino, un farmaco risolutivo. È possibile che la scienza non riesca a sfondare in questo campo o c’è una volontà perversa? È possibile assistere indifferenti a questa strage?

Maria Grazia Mezzadri Cofano.”

 

Alessandra Gilardi