Ci sono look da red carpet che ammiriamo per due minuti e dimentichiamo. E poi c’è quello che, nel giro di poche ore, finisce in loop su ogni feed, con migliaia di persone che provano a replicarlo davanti allo specchio del bagno. Il make-up “angelico” di Zendaya per il press tour di The Odyssey appartiene alla seconda categoria: è il beauty look più virale di questa estate, e la cosa più interessante è che non deve nulla all’eccesso. Anzi.

Il contesto: un angelo, una dea e un abito con le ali

Il film di Christopher Nolan, in cui Zendaya interpreta la dea Atena, è arrivato nelle sale il 16 luglio 2026, e il suo tour promozionale è diventato un caso a parte. Per la premiere newyorkese l’attrice, vestita da Law Roach, ha indossato un abito scultoreo color avorio con un paio di ali lunghe fino a terra, e ha abbinato all’estetica teatrale del vestito uno dei make-up più minimali dell’intero tour. Il paradosso è tutto qui, ed è il motivo del successo: più l’abito gridava, più il viso sussurrava. Niente occhio marcato, niente labbra statement: il make-up artist Ernesto Casillas ha scelto di esaltare l’incarnato naturale, puntando su pelle idratata, guance appena arrossate e labbra nude glossy, lasciando che fosse la luminosità del viso a prendersi la scena.

 

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La filosofia del look, spiegata da chi l’ha creato

Ernesto Casillas ha raccontato la sua idea su Instagram, e in poche righe c’è tutto il metodo. “L’obiettivo era una pelle fresca, luminosa e naturalmente baciata dal sole; il trucco è stato tenuto volutamente minimale, con la luminosità dell’incarnato al centro del progetto e un tepore morbido posizionato esattamente dove il sole colpirebbe in modo naturale”. Quel dettaglio, dove il sole colpirebbe naturalmente, è la chiave tecnica dell’intero look, e vale più di qualsiasi prodotto. Non si tratta di scolpire il viso secondo uno schema, ma di ricostruire una luce credibile.

I tre pilastri del make-up (e come replicarlo)

1. La pelle: luminosa, non coperta
La base non nasconde, rivela. La pelle è stata preparata con cura prima del trucco e il fondotinta è stato alleggerito mescolandolo con un’essenza, per un finish leggerissimo.
Come farlo a casa: è la lezione più preziosa del look. Diluisci il tuo fondotinta con qualche goccia di siero o di crema idratante: otterrai una copertura più sottile e un finish che sembra pelle vera. Correggi solo i punti che ne hanno davvero bisogno, invece di stendere ovunque. E ricorda che il glow, qui, viene dalla skincare più che dall’illuminante.

2. Il calore: solo dove batte il sole
Per le guance Casillas ha lavorato con un blush cream-to-powder combinando due tonalità, una ciliegia e una caffè, per costruire dimensione anziché un semplice tocco di colore.
Come farlo a casa: questo è il trucco da rubare. Invece di un solo blush piatto, stratifica: una nuance calda e terrosa (tipo caffè, terracotta) come base per dare profondità, e sopra un velo di rosa o ciliegia per il rossore vivo. Applica il calore sulla parte alta degli zigomi, sul ponte del naso e lungo l’attaccatura dei capelli: sono i punti che il sole troverebbe per primi.

3. Gli occhi: le “ghost lashes”
Ed ecco il dettaglio che ha fatto discutere di più. Casillas ha lasciato gli occhi quasi intatti, rinunciando sia al mascara sia all’ombretto visibile, a favore di sopracciglia spettinate al naturale e ciglia nude, le cosiddette “ghost lashes”.
Ciglia fantasma: nessun nero, nessuna definizione. Un gesto radicale per un red carpet, dove il mascara è quasi un obbligo di categoria, e proprio per questo spiazzante. L’effetto è uno sguardo lavato, infantile, luminoso, angelico, appunto.
Come farlo a casa: serve coraggio. Pettina le sopracciglia verso l’alto con un gel trasparente e lasciale disordinate. Poi salta il mascara: se ti sembra troppo, usa solo il piegaciglia, che apre lo sguardo senza aggiungere colore. Il resto lo fa la pelle.

Il dettaglio che ha spopolato: l’angolo interno bianco (e opaco)

C’è un secondo elemento, nato alla premiere londinese e diventato virale in autonomia. Invece del classico punto luce shimmer che quasi tutti usano nell’angolo interno dell’occhio, Casillas ha scelto un avorio opaco, portandolo dall’angolo interno verso il centro della palpebra: l’effetto ha illuminato lo sguardo senza glitter, con una qualità quasi marmorea che i beauty fan hanno subito notato. Il contrasto tra quel bianco quasi porcellanato e l’incarnato bronzeo ha creato il finish angelico, in perfetta sintonia con l’estetica grecizzante dell’abito.
Come farlo a casa: prendi un ombretto avorio o bianco opaco (non perlato, non satinato: è tutta lì la differenza). Applicane pochissimo nell’angolo interno e sfumalo verso il centro della palpebra, senza superarlo. Funziona benissimo come trucco anti-stanchezza: apre lo sguardo di giorno senza l’effetto “punto luce anni Duemila”.

Un’avvertenza onesta: il bianco puro non dialoga con tutti gli incarnati allo stesso modo. Per le carnagioni più scure restandone fedele nello spirito. Su pelli medie e scure, spesso, un avorio caldo o un beige-crema opaco dà lo stesso effetto luce senza stacchi cinerei.

Perché ci ha conquistate davvero

Verrebbe da dire: perché è Zendaya. Ma la risposta è più interessante. Questo look è virale perché è fattibile. Non richiede palette da venti colori né mani da professionista: richiede una pelle curata, due tonalità di calore ben posizionate e il coraggio di togliere invece di aggiungere. È anche perfettamente in linea con l’aria che tira nel beauty del 2026: meno strati, più luce vera, un ritorno del viso al centro. Il messaggio, in fondo, è quello che i make-up artist ripetono da sempre e che noi facciamo sempre fatica ad accettare: quasi sempre, il trucco migliore è quello che non si vede. E se poi hai anche un abito con le ali, tanto meglio.

Zendaya in versione bionda per la primavera