Il Lido di venezia come ogni anno di questi tempi è di nuovo il centro del mondo. La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha alzato il sipario il 2 settembre e va avanti fino al 12: undici giorni di anteprime, maestri del cinema e debutti, con il lapice della kermesse il Leone d’Oro che verrà consegnato l’ultima sera del Festival. Se non l’avete seguita dal primo ciak, nessun problema: ecco la bussola per orientarsi in quello che resta, dai big italiani in gara ai titoli internazionali più attesi con tutto ciò che è già successo nei primi giorni.

Le coordinate: quando, dove, perché

La Mostra si tiene al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026, sotto la direzione artistica di Alberto Barbera e con la Biennale presieduta da Pietrangelo Buttafuoco. I numeri raccontano un’edizione robusta: 21 film in Concorso per il Leone d’Oro, 36 titoli Fuori Concorso, 19 in Orizzonti e opere provenienti da 62 Paesi. Il verdetto della giuria arriverà sabato 12 settembre, quando sapremo a chi andrà il premio più ambito.

La serata che ha dato il via: Clooney e Danny Boyle

L’inaugurazione, condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas, ha subito messo in chiaro il tono glamour. Il momento clou è stato il Leone d’Oro alla carriera a George Clooney, introdotto dalla laudatio dell’amica e attrice premio Oscar Laura Dern. Ritirando il premio, Clooney ha ricordato la lingua universale del cinema: “Nessuno ride o piange in lingue diverse”.

Poi il primo film in gara: Ink di Danny Boyle, presentato in prima mondiale e in Concorso, con Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. Racconta un episodio-chiave della scalata di Rupert Murdoch: l’acquisizione del tabloid britannico The Sun nel 1969. In parallelo si è aperta anche la sezione Orizzonti, con La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, ritratto della fotoreporter Gerda Taro.

La giuria e il “tema” di quest’anno

A scegliere il Leone d’Oro sarà una giuria internazionale presieduta da Maggie Gyllenhaal, attrice e regista che con Venezia ha un legame speciale, avendo vinto qui nel 2021 il premio per la sceneggiatura del suo esordio, La figlia oscura. Con lei siedono Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To.

In conferenza stampa Gyllenhaal ha rivendicato il cinema come palestra di empatia e ha acceso un faro sulla scarsa presenza di registe in gara (appena due su 21), definendola un problema sistemico. Da segnalare, tra i Fuori Concorso, anche un suo cortometraggio, Flesh Impact: un omaggio a Marilyn Monroe nel centenario della nascita, con Dakota Johnson ed Ellen Burstyn. Proprio a Ellen Burstyn, insieme a Clooney, va quest’anno il secondo Leone d’Oro alla carriera.

I cinque italiani che si giocano il Leone d’Oro

È il capitolo che ci riguarda più da vicino: cinque titoli italiani in concorso, una presenza tutt’altro che di rappresentanza.

  • Succederà questa notte di Nanni Moretti. Il grande ritorno in gara: Barbera ha ricordato che il regista mancava dal 1989, l’anno di Palombella rossa. Il film, liberamente ispirato ai racconti di Eshkol Nevo, ruota attorno a due protagonisti interpretati da Jasmine Trinca e Louis Garrel.
  • Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, con Vanessa Scalera e Lino Musella.
  • The Echo Chamber di Andrea Pallaoro.
  • L’estranea di Paolo Strippoli, dramma dai risvolti misteriosi.
  • Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, che intreccia memoria personale e dittatura argentina.

Gli internazionali da tenere d’occhio

Da qui alla premiazione arrivano al Lido alcuni dei nomi più pesanti del cinema mondiale. In Concorso spiccano il nuovo Werner Herzog (Bucking Fastard), Hirokazu Kore-eda con Look Back, il ritorno di Lee Chang-dong (Possible Love), Martin McDonagh con Wild Horse Nine, Casey Affleck (Company) e Stéphane Brizé con Alba Rohrwacher in Un bon petit soldat. Sul red carpet sono attesi, tra gli altri, Robert Pattinson, Penélope Cruz, Javier Bardem, Luca Marinelli e Jasmine Trinca: la passerella, insomma, promette scintille fino all’ultimo giorno.

Come si chiude questa edizione in corso

Il gran finale è previsto per sabato 12 settembre con la cerimonia di premiazione e il Leone d’Oro. A calare il sipario, Fuori Concorso, sarà Dio ride di Giovanni Veronesi. Una curiosità per cinefili: la Mostra si era di fatto “riscaldata” già il 1° settembre con la pre-apertura affidata al restauro di Col cuore in gola di Tinto Brass.

Perché questa edizione conta

Al di là delle star, Venezia 83 arriva in un momento delicato per l’industria, tra le difficoltà di Hollywood e un cinema che cerca di raccontare il presente e le sue fratture. È una Mostra che tiene insieme il glamour della passerella e la voglia di interrogare il mondo: il motivo per cui, ogni settembre, il Lido resta il posto in cui si capisce dove sta andando il cinema. E da qui al 12, c’è ancora tantissimo da vedere.

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