È, senza ombra di dubbio alcuna, il film più chiacchierato del momento. È oggetto di discussione al bar, in pausa lavoro e sui social. C’è chi lo considera una potente rilettura contemporanea e chi, invece, storce il naso perché troppo distante dallo spirito del romanzo di Emily Bronte da cui è tratto. Il nuovo Cime tempestose, diretto da Emerald Fennell con Margot Robbie nei panni di Catherine Earnshaw e di Jacob Elordi nei panni di Heathcliff, divide il pubblico e fa discutere, non solo per la trama, ma anche per i costumi, dietro cui troviamo Jacqueline Durran, tra le più raffinate e premiate costumiste contemporanee.

Cime tempestose, i costumi

Il romanzo Cime tempestose, ambientato tra la fine del ‘700 e i primi anni dell’800, è immerso nella brughiera, in un’Inghilterra rurale, aspra e battuta dal vento. Jacqueline Durran, però, sceglie una strada diversa: non una ricostruzione filologica, ma una reinterpretazione emotiva. I suoi abiti non vogliono essere fedeli al dettaglio storico, vogliono bensì raccontare la tempesta interiore dei personaggi.

Le ispirazioni

Già dietro capolavori come Anna Karenina, Orgoglio e Pregiudizio e Piccole donne (edizione 2020), ha scelto un approccio che non punta alla precisione storica ma alla drammaticità visiva. Jacqueline Durran, infatti, per Cime tempestose avrebbe tratto ispirazione da un’ampia varietà di riferimenti, dal periodo Tudor alle silhouette ottocentesche fino a richiami alla moda contemporanea e allo stile Vecchia Hollywood, per creare costumi che dialogano con le emozioni dei personaggi più che con l’epoca storica in senso stretto. La Durran ha, quindi, consapevolmente scelto di non volere replicare lo spirito dell’epoca, ma di mescolare stili e ispirazioni diverse per riflettere la visione narrativa della regista

Cime tempestose: abiti che fanno discutere

I costumi di Cathy in questa nuova versione di Cime tempestose fanno indubbiamente discutere: dai corsetti scultorei a vesti fluttuanti, da ampie gonne effetto vinile all’audace lingerie della prima notte di nozze, senza dimenticare gli abiti che evocano silhouette vittoriane, ma con tessuti e accenti moderni, creando un contrasto volutamente forte con le aspettative tradizionali. Secondo i critici, i costumi sono parte fondante del linguaggio narrativo, enfatizzano la passione tra i personaggi e trasformano ogni scena in un’esperienza visiva quasi onirica. Un elemento particolarmente discusso sono i numerosi cambi d’abito della Robbie: Cathy, infatti, sfoggia oltre cinquanta costumi diversi, spesso impreziositi da gioielli d’archivio e pezzi spettacolari che fanno eco alla teatralità della storia.

Pareri discordanti, ma…

Non ci sorprende, dunque, che le scelte legati ai costumi abbiano diviso: mentre alcuni li ritengono magnifici, pur non storicamente accurati, altri li definiscono eccessivi o incoerenti rispetto all’ambientazione storica del romanzo. Tuttavia, persino chi ha lamentato mancanze di coerenza storica, ha anche ammesso che l’aspetto visivo è uno dei motivi principali per cui il film ha catturato l’attenzione del pubblico. Forse perché i costumi di Cime tempestose non si limitano a vestire personaggi, ma raccontano emozioni, rivoluzioni e simbolismi. Che si ammirino o si critichino, questi abiti hanno trasformato il film in un fenomeno estetico oltre che narrativo.

 

(Credit ph. warnerbros.it)