C’è qualcosa di unico e inconfondibile nello stile italiano. Qualcosa che si trova un punto perfetto in equilibrio tra eleganza e naturalezza, tra passato e modernità, tra artigianalità e visione. Una cifra unica che ha reso grande il Made in Italy nel mondo, trasformando il nome dell’Italia in un simbolo di gusto e bellezza. Da Giorgio Armani a Valentino, da Gianni Versace a Miuccia Prada, fino a Salvatore Ferragamo, gli stilisti italiani hanno saputo raccontare, attraverso le forme e i tessuti, attraverso creazioni di rara perfezione, l’identità profonda di un Paese. E le più grandi icone di stile internazionali (Audrey Hepburn, Jackie Kennedy e Lady D. giusto per fare alcuni nomi) hanno scelto proprio quell’eleganza per costruire la propria immagine senza tempo. Ed è da proprio da questa eredità di creatività e raffinatezza che nasce la mostra Moda in Luce 1925–1955. Alle origini del Made in Italy.

Moda in Luce 1925–1955. Alle origini del Made in Italy

L’esposizione, promossa dal Ministero della Cultura, organizzata e realizzata da Archivio Luce Cinecittà in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi e curata da Fabiana Giacomotti, ricostruisce trent’anni fondamentali della storia della moda italiana, prima della sua definitiva affermazione internazionale. Oltre cinquanta capi d’abbigliamento, accessori e contributi audiovisivi e fotografici articolano un percorso pensato per raccontare come la moda italiana si sia andata definendo, tra innovazione, ricerca, artigianato e marketing, ben prima della celebre sfilata nella Sala Bianca di Palazzo Pitti del 1952, a cui tradizionalmente si fa risalire la nascita del Made in Italy. Moda in Luce 1925–1955. Alle origini del Made in Italy, ospitata fino al 2 novembre 2025 al Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, racconta un arco temporale compreso tra il 1925 e il 1955, intrecciando episodi poco noti con nomi leggendari, per restituire uno sguardo nuovo sulle radici del Made in Italy.

L’esposizione

Al centro della mostra si trova lo straordinario patrimonio dell’Archivio Luce, con un nucleo importante di fotografie e filmati, molti dei quali inediti. I capi e gli accessori esposti provengono da prestigiosi musei, come Palazzo Madama, ma anche da archivi d’impresa e collezioni private, tra cui la Collezione Massimo Cantini Parrini, presente con un cospicuo numero di pezzi. All’interno della retrospettiva sono rappresentate numerose maison storiche, alcune delle quali purtroppo scomparse, tra cui Ventura, Radice, Tortonese/La Merveilleuse, Gandini, Montorsi, Villa, Fontana, accanto a nomi celebri come Maria Monaci Gallenga, Fortuny, Simonetta Visconti e un rarissimo capo della Tessitrice dell’Isola, marchio della celebre baronessa Gallotti. Non mancano le firme ancora oggi note e già attive in quegli anni: Gucci, con la sua numero uno, una borsa da sera della fine degli anni Venti mai esposta prima, Salvatore Ferragamo, con il celebre sandalo invisibile del 1947 ed Emilio Pucci, presente con i primi capi ancora firmati con l’etichetta Emilio.

Moda in Luce 1925–1955: la documentazione storica

Preziosa anche la documentazione storica, con cataloghi di tessuti, attestati di italianità e libri rari, che restituiscono un quadro completo e originale della moda italiana del tempo. Numerosi gli inediti cinematografici e sonori degli anni Quaranta e Cinquanta, firmati da autori come Romolo Marcellini e Roman Vlad. In mostra anche la versione restaurata del documentario Sette canne per un vestito, realizzato nel 1948 da Michelangelo Antonioni, testimonianza poetica e modernissima del legame tra cinema, moda e industria. A completare il racconto, una selezione di filmati stranieri che si alternano a quelli italiani fino ai primi anni Quaranta, permettendo di tracciare una storia inedita dei rapporti tra la moda italiana e quella d’Oltralpe e d’Oltreoceano, prima e dopo la Seconda guerra mondiale.

Un viaggio alla riscoperta del Made in Italy

Questa esposizione rappresenta un’importante operazione culturale e di riscoperta, restituendo dignità storica e visibilità a un periodo spesso trascurato nei racconti ufficiali. Moda in Luce non solo arricchisce la narrazione del Made in Italy, ma invita a interrogarsi sull’evoluzione del gusto, del linguaggio visivo e del sistema moda nazionale. Infine, l’allestimento nelle sale del Museo della Moda e del Costume suggella un racconto che non si limita alla celebrazione: è un viaggio critico e affascinante alle origini della creatività italiana, là dove la luce della moda cominciò a riflettere, per la prima volta, l’identità di un intero Paese.