I suoi colli lunghi, i suoi colori tenui e i suoi bellissimi nudi, Londra celebra Amedeo Modigliani con una personale alla Tate Modern.

Si inaugura oggi, il 23 di novembre e terminerà ad aprile 2018, la retrospettiva più importante mai esposta nel Regno Unito sull’artista toscano con quasi 100 opere che ripercorreranno gli anni passati dall’artista a Parigi, dal suo arrivo nel 1906, fino alla sua morte precoce per tubercolosi all’età di 35 anni.

Inclusi ben 12 nudi, mai riuniti tutti insieme in terra inglese, il ciclo di opere più note.  Proprio questi nudi esposti nella galleria di Berthe Weill nel 1917 furono censurati per indecenza dalla polizia, chiudendo l’unica mostra dell’artista nel corso della sua breve vita. Due di questi dipinti sono i celeberrimi Nudo seduto (1917), in prestito dal Royal Museum of Fine Arts di Anversa, e Grande nudo disteso (1917), in prestito da Museum of Modern Art di New York. In mostra alcune delle sculture realizzate da Modigliani, ed i ritratti in cui rappresentò amici e colleghi, come Pablo Picasso, Constantin Brancusi e Jeanne Hébuterne, pittrice francese che fu sua compagna.

L’esibizione è curata da Nancy Ireson, curatrice di Arte Internazionale presso la Tate Modern e Simonetta Fratelli, curatrice indipendente. Un racconto temporale che include il Giovane Contadino, la prima opera dell’artista arrivata in Gran Bretagna, un dipinto acquistato nel 1918 da un curatore dell’Holburne Museum di Bath.  A chiudere l’esposizione una novità, un’installazione di realtà virtuale di ultima generazione che trasporterà il pubblico nelle atmosfere della Parigi di inizio secolo.

MaZ