Uno stile che a Milano e a Torino riconosciamo subito: linee sinuose, ferri battuti eleganti, motivi floreali che sembrano crescere sulle facciate dei palazzi, lo conosciamo come Liberty, ed è la declinazione italiana dell’Art Nouveau.

Nato tra la fine del 1800 e la prima decade del 1900; si può dire che sia una reazione all’industrializzazione e allo storicismo. In  pochi sanno che il suo nome nasce da un negozio aperto a Londra alla fine dell’Ottocento. i magazzini  Liberty & Co. Ltd, fondati da Arthur Lasenby Liberty, noti per la vendita di tessuti e oggetti d’arte orientaleggianti che influenzarono il gusto dell’epoca. Uno degli elementi caratterizzanti lo stile Liberty, infatti è proprio la fascinazione per ciò che esotico e proviene da terre lontane.

Il Liberty nasce dal rifiuto degli stili storici del passato e cerca ispirazione nella natura e nelle forme vegetali, creando uno stile nuovo, totalmente originale rispetto a quelli allora dominanti. Caratteri distintivi del Liberty divennero l’accentuato linearismo e l’eleganza decorativa.

Da lì si diffonde in tutta Europa un gusto nuovo, ispirato alla natura e alla modernità.
Quando questo linguaggio arriva in Italia, o meglio nel nord Italia, la borghesia più colta lo fa proprio e lo porta nelle case e nei palazzi della città, trasformando facciate, balconi e androni in vere opere decorative.

 

A Torino questo stile trovò terreno fertile grazie anche all’Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna del 1902, che sancì la città come una delle capitali europee del Liberty. Dopo la perdita del ruolo di capitale d’Italia, Torino cercava una nuova identità: i palazzi e le decorazioni Liberty divennero il simbolo di modernità, eleganza e rinascita.

Palazzo La Fleur 

I viali di corso Francia divennero il cuore pulsante dell’architettura Torino liberty. Qui si trovano alcuni capolavori , purtroppo visitabili solo esternamente perché adibiti ad abitazioni private.

Casa Fenoglio La Fleur si distingue per i suoi elementi liberty: vetrate policrome, bow-window in ferro battuto, portone monumentale, il disegno dei caloriferi in ghisa e la linea sinuosa che domina il terrazzino.

Villaggio Leumann

Tra i luoghi più affascinanti del Torino liberty non si può non citare il Villaggio Leumann, a Collegno. Non è soltanto un insieme di edifici in stile, ma un vero e proprio progetto sociale, unico in Italia e raro in Europa, che rappresenta uno straordinario esempio di città-giardino di fine Ottocento. Il progetto fu voluto dall’imprenditore svizzero Napoleone Leumann, che nel 1875 decise di trasferire il proprio cotonificio alle porte di Torino. Con l’aiuto dell’architetto Pietro Fenoglio, Leumann immaginò non solo una fabbrica, ma una comunità autosufficiente, capace di dare dignità e servizi ai lavoratori.

Silvia GALLI