Vi siete mai chiesti perché certi piatti portano questi nomi strani? Semplice, sono dedicati a qualcuno in particolar, ne abbiamo selezionati alcuni, forse non i più famosi, ma certamente quelli più particolari.

Pasta alla Norma

Pare che lo sceneggiatore teatrale e poeta catanese Nino Martoglio, dopo avere  assaggiato questa pasta con le melanzane fritte, la definì una vera “Norma”, paragonandola all’ opera del conterraneo Vincenzo Bellini.

Zuppa di patate alla Parmentier

L’agronomo francese Antoine Parmentier  impose in Europa la coltivazione del tubero, fino ad allora considerato velenoso. La vellutata di patate si chiama così in suo onore.

Tournedos (o filetto) alla Rossini

Il compositore pesarese, bolognese per scelta, sosteneva  ”L’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni”. Trasferitosi in Francia divenne amico del famosissimo cuoco Marie Antonin Carême e di altri noti chef del tempo. In questo periodo  nacquero diversi piatti con il suo nome, che in comune avevano come ingredienti  foie gras e tartufo nero, il più famoso tra questi è sicuramente il filetto.

La Chateaubriand

La grillade de bœuf à la Chateaubriand, chiamata anche steak Chateaubriand è il nome di un particolare taglio del filetto di manzo (alto 2-4 cm circa), è una specialità della cucina francese creata nel 1822 dallo chef Montmireil, cuoco dello scrittore François-René de Chateaubriand . Si tratta di un taglio tra i più fondenti e teneri, tra il tournedos e il filetto; talvolta foderato di pancetta, viene grigliato o saltato in padella al sangue, accompagnato dalla salsa Chateaubriand (a base di fondo bruno, vino bianco, burro, scalogno e bouquet garni).

Otto Von Bismark

Al Cancelliere di ferro, artefice della nascita dell’Impero tedesco e deus ex machina della vita politica europea per quasi trent’anni, è attribuita la frase: “Chi lavora molto, deve anche nutrirsi bene e innaffiare il tutto”, teoria che sposava al 100%. Intitolata a lui, infatti, è la bistecca alla Bismarck, una pietanza particolarmente robusta ed energetica. Oggi si definisce “alla Bismarck” qualsiasi preparazione di carne, pizza, etc. che preveda una copertura con uova fritte (era nota la sua predilezione per le uova, e pare che ne mangiasse dodici alla volta; foto sopra).

Pavlova

Il dessert è  stato creato nel 1926 dallo chef di un hotel a Wellington, in Nuova Zelanda, in onore della ballerina russa Anna Matveyevna Pavlova  in tour nei due paesi oceanici. Questa torta presenta una base delicata di meringa croccante dal cuore morbido, con una copertura di panna (o crema chantilly e frutta fresca.

E che dire della Pizza Margherita? La Cesar Salad, le ostriche alla Rockefeller…?

Ve ne vengono in mente altre?

SGa