Diciamo la verità cosa c’è di più buono dei biscotti? Nulla, assolutamente, soprattutto al mattino.
Ma, come si dice, paese che vai biscotto che trovi.
Nonostante il nostro gusto italiano quasi ci imponga di considerare biscotti solo i friabili, da inzuppare nel latte la mattina e in qualche caso con l’aggiunta di aromi o ingredienti aggiuntivi, la cultura dei biscotti è ben radicata nel mondo.
Esistono infatti dei biscotti che sono entrati a far parte della cultura gastronomica dei luoghi dove sono nati e che ormai li connotano.
Chocolate chip cookies. Tipicamente americani, i cookies non sono altro che dei biscotti bassi e molto burrosi con gocce di cioccolato. La particolarità è che la ricetta originale prevede non siano friabili ma abbastanza gommosi, a causa anche della presenza (per molti considerata eccessiva) di burro. La variante più moderna è con mirtilli o more.
Anzac australiani. Gli anzac sono biscotti tipici australiani che assomigliano vagamente ai nostri amaretti con la grande differenza di essere abbastanza morbidi. Gli ingredienti principali sono fiocchi d’avena, farina bianca, cocco, zucchero, burro, golden syrup, bicarbonato di sodio e acqua bollente.
Butter cookies danesi. Se per molti italiani i cookies al burro sono eccessivamente pesanti, questi biscotti rappresentano in realtà l’essenza della cucina del Nord Europa. Una frolla friabile in cui è presente un quantitativo di burro molto elevato da accompagnare con il tè o il caffè. La classica scatola blu è conosciuta in tutto il mondo.
Custard cream inglesi. Un classico della piccola pasticceria inglese, i custard cream sono biscotti rettangolari di frolla molto burrosa uniti tra loro con crema pasticcera che può essere semplice o aromatizzata.
Digestive. Creati nel 1839, i digestive sono diventati un must tra i biscotti più famosi del mondo per via della loro consistenza e di un sapore davvero peculiare. Si preparano mescolando farina di frumento marrone, zucchero, estratto di malto, olio vegetale, farina integrale e tutta una serie di agenti lievitanti, più il sale.
Jaffa Cake inglesi. C’è chi le considera biscotti e chi delle vere e proprie tortine, ma le jaffa cakes sono un’istituzione della piccola pasticceria inglese. Una frolla morbida riempita di marmellata di arancia e ricoperta di cioccolato amaro: semplici e deliziosi.
Shortbread. Burro, zucchero e farina che, combinati correttamente, danno vita a uno dei biscotti più conosciuti e imitati in assoluto. La ratio burro/farina è 2/1 ed è proprio questa che rende questi biscotti così amati.
E per noi italiani? Quali sono i migliori?
Biscotti del Lagaccio Nati nel quartiere del Lagaccio a Genova come semplici fette biscottate dolci da tenere nella cambusa delle imbarcazioni, sono una specialità della Pasticceria Grondona, oggi prodotti con lievito naturale e farina manitoba.
Savoiardi di Fonni Biscotti sardi soffici e fragranti diversi dai savoiardi per le misure maxi. Una tradizione dalle origini centenarie nata in un paesino di montagna con ingredienti semplici, zucchero, uova e farina, dovuta alla famiglia Moro.
Osvego Gran biscotto realizzato con farina, zucchero, burro e miele da un’azienda romana, nata alla fine dell’Ottocento, ancora oggi protagonisti della colazione di molti lettori di Dissapore. Rielaborazione di un biscotto anglosassone (Oswego, con la W) che Pietro Gentilini ebbe l’intuizione di modificare nella ricetta e nel nome.
Paste di meliga Frollino tipico del cuneese, in particolare della zona di Mondovì, prodotto con farina di mais e servito accompagnato da uno zabajone o da pucciare in un bicchiere di moscato .
Torcetti biellesi Biscotto biellese che risale al 1700 menzionato ufficialmente nel “Trattato di pasticceria Moderna” del cuoco di corte Giovanni Vialardi nel 1854. Farina, burro e zucchero per un biscotto che agli inizi del Novecento Luigi Massera produceva una volta l’anno per la festa del paese, e che invece gli ha consegnato successo e la devozione imperitura dei golosi.
Krumiri rossi Leggenda vuole che l’invenzione risalga al 1878, quando, in occasione della visita di amici, Domenico Rossi tirò fuori dal suo laboratorio di pasticceria a Casale Monferrato, questi biscotti fatti con farina di grano tenero, uova fresche, burro, zucchero, vanillina pura e, soprattutto, senza acqua. Un gusto che ha resistito al tempo, esaltato oggi dalla famiglia Portinaro.