Il 25 marzo si celebra il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. Una data simbolica: secondo gli studiosi, è proprio il 25 marzo del 1300 che ha inizio il viaggio della Divina Commedia, il cammino che attraversa Inferno, Purgatorio e Paradiso e che ha cambiato per sempre la storia della letteratura italiana.

Perché Dantedì si celebra proprio oggi?

La data è stata individuata da alcuni studiosi come la data di inizio del viaggio di Dante nella Divina Commedia, il 25 marzo del 1300. La questione è controversa, perché secondo altri studiosi il viaggio di Dante sarebbe iniziato l’8 aprile di quello stesso anno. A sostegno della tesi del 25 marzo ci sarebbero alcuni indizi disseminati nei versi del poema: nella terzina da 37 a 40 del primo canto dell’Inferno, Dante specifica le circostanze in cui appare la lonza, la prima delle tre fiere della selva oscura: sono le prime ore del mattino ed il sole, afferma il poeta, sta sorgendo nella costellazione dell’Ariete. Il viaggio di Dante si colloca attorno all’equinozio di primavera  quando il sole sorge e tramonta alla stessa ora in tutti i luoghi della terra e segna il momento climatico della rinascita della natura.

Per celebrare la giornata del sommo poeta abbiamo scelto alcune citazioni tra le più famose.

  • Ed elli a me: “Questo misero modo
    tegnon l’anime triste di coloro
    che visser sanza ’nfamia e sanza lodo.

(Inferno, canto III, vv. 34 – 36)

  • Non ragioniam di lor, ma guarda e passa

(Inferno, canto III, v. 51)

  • Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
    prese costui de la bella persona
    che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

(Inferno, canto V, vv. 100 – 102)

  • Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
    mi prese del costui piacer sì forte,
    che, come vedi, ancor non m’abbandona.

(Inferno, canto V, vv. 103 – 105)

  • Considerate la vostra semenza:
    fatti non foste a viver come bruti,
    ma per seguir virtute e canoscenza.

(Inferno, canto XXVI, vv. 118 – 120)

  • Ahi serva Italia, di dolore ostello,
    nave sanza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di province, ma bordello!

(Purgatorio, canto VI, vv. 76-78)

  • L’amor che move il sole e l’altre stelle

(Paradiso, canto XXXIII, v. 145 – ultimo verso della Divina Commedia)

Silvia GALLI