Da Milano a Roma, da Torino a Napoli, le città italiane sono scrigni di arte, storia e trasformazione. Luoghi dove il tempo si intreccia con lo spazio, dove la memoria convive con il presente e dove l’immaginazione continua a plasmare nuove visioni che stimolano l’arte contemporanea. È proprio da questo intreccio che nasce Città. Voci e visioni. Immaginari urbani tra memoria e contemporaneità, la nuova mostra ospitata da BFF Gallery di Milano, il museo dedicato all’arte moderna e contemporanea all’interno di Casa BFF, inaugurato lo scorso aprile.
Città. Voci e visioni. Immaginari urbani tra memoria e contemporaneità
Curata da Renato Miracco e Maria Alicata, l’esposizione (visitabile dal 30 ottobre 2025 al 3 aprile 2026) accompagna il pubblico in un viaggio attraverso linguaggi, tempi e sensibilità differenti, per indagare il tema della città come costruzione culturale, emotiva e simbolica. La mostra si inserisce nel più ampio progetto di promozione dell’arte italiana avviato da BFF Bank, un’iniziativa che nasce come gesto di responsabilità verso la collettività e di attenzione al patrimonio culturale del Paese. Il percorso espositivo prende vita proprio a partire dalla collezione d’arte contemporanea di BFF Banking Group, oggi composta da circa 250 opere, e si arricchisce grazie al dialogo tra artisti storici e contemporanei.
Emilio Tadini e la città come racconto
Il punto di partenza di Città. Voci e visioni è l’opera Città italiana del pittore e scrittore Emilio Tadini, tra i protagonisti del secondo Novecento, autore che ha saputo raccontare Milano e la città come entità viva, stratificata e mutevole, attraverso pittura, scrittura, teatro e disegno. La sua opera diventa il fulcro di una riflessione più ampia sull’immaginario urbano e sul modo in cui l’arte ne restituisce la complessità.
Città. Voci e visioni: un dialogo tra epoche, linguaggi e visioni
Le visioni di Tadini si confrontano con quelle di Umberto Boccioni, Felice Casorati, Elisabetta Gut, Bice Lazzari, Titina Maselli, Giorgio Morandi, Mario Sironi, Ardengo Soffici e Franca Sonnino, artisti le cui opere, provenienti da collezioni private o dall’estero, sono raramente accessibili al pubblico italiano. Accanto a loro, autori contemporanei come Marina Caneve, Renato D’Agostin, Massimiliano Gatti, Marina Paris, Paolo Ventura e Yang Yongliang ampliano la prospettiva con sguardi internazionali e nuove forme di espressione visiva. Il risultato è un intreccio serrato tra passato e presente, in cui la città diventa specchio dell’identità collettiva e del continuo divenire dell’esperienza urbana.
Libri d’artista e narrazioni parallele
A completare il percorso dell’esposizione, una selezione di libri d’artista e testi narrativi firmati da Tadini e da alcuni artisti contemporanei presenti in mostra offre ulteriori chiavi di lettura sull’immaginario cittadino, ampliando la riflessione tra parola e immagine. Organizzata in dieci sezioni tematiche (La città si trasforma, Nuovo paesaggio, La memoria del paesaggio, Combinare l’immaginario, Geometrie della metropoli, Tracce e visioni, Confini di identità, Teatri urbani, I nuovi abitanti, Tracce emotive) la mostra invita a interpretare la città come organismo in divenire, luogo di tensione tra passato e futuro, realtà e visione, presenza e assenza.
Città. Voci e visioni: un’esperienza partecipativa
Il percorso non si limita alla semplice fruizione. Città. Voci e visioni propone un viaggio emotivo e partecipativo, in cui il visitatore è chiamato a dialogare con le opere, a riflettere sulla propria esperienza urbana e a lasciare una traccia della propria idea di città. Una mostra che non solo racconta le trasformazioni del paesaggio urbano, ma diventa essa stessa un’opera collettiva, in continua evoluzione. Proprio come le città che ogni giorno viviamo e reinventiamo.